Chi è Dayani Cristal? Nel documentario di Marc Silver, vincitore del Cinematography Award al Sundance Festival 2013, la domanda filosofica per eccellenza (“Chi sono io?”) viene declinata alla terza persona.

Dayani Cristal è un corpo in avanzato stato di decomposizione ritrovato al confine tra Messico e Stati Uniti. Ad interrogarsi sulla sua identità sono un gruppo di antropologi forensi che possono far partire le loro ricerche da un unico indizio: la scritta Dayani Cristal che l’uomo porta tatuata sul petto. Mentre l’indagine è in corso il regista segue il viaggio di Gael García Bernal, l’attore (anche produttore del film) e attivista messicano che, fingendosi migrante, ripercorre gli ultimi passi dell’uomo.

Il documentario di Marc Silver si muove “tra”. Tra passato e futuro, tra vita e morte, tra speranza e tragedia, tra Sud America e Stati Uniti, tra spagnolo e inglese, tra realtà e finzione. Ne risulta un’inchiesta che punta l’attenzione sui risvolti antropologici e sociali del fenomeno dell’immigrazione. La storia di un uomo senza nome è il pretesto per parlare dei tanti nessuno che quotidianamente lasciano la propria terra per cercare di essere qualcuno. È la storia di chi è nato dalla parte sbagliata di un muro lungo 3.140 km ed è finito per morire solo, sotto un albero, a soli 20 minuti di cammino da quella barriera.

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