DARTH VADER, JOKER, LEX LUTHOR, BLOFELD, JACK TORRANCE, STATE IN GUARDIA: È ARRIVATO UN CATTIVO CHE VUOLE RUBARVI LA SCENA!

È  Gru, il malvagio protagonista di Cattivissimo Me. E vuole diventare il più cattivo del mondo. Gru è proprio un “bastardo dentro”. Un essere capace di regalare un palloncino a un bambino e poi sgonfiarglielo in faccia. Un malvagio da antologia che non ha remore a congelare (con un raggio speciale) le persone in fila davanti a lui in un fast food. Gru vive in una casa nera, su un prato desolato, in salotto ha un divano a forma di alligatore e un cane che è un incrocio tra un bulldog e un piranha. Per finanziare i suoi loschi fini chiede prestiti alla Banca del Male (sotto la cui insegna appare la scritta decisamente evocativa “già Lehmann Brothers”). Cattivissimo Me è il primo film in cui il protagonista è un villain a tutto tondo, in cui la storia viene narrata dal suo punto di vista. «Tutto nasce dal fatto che, portando i miei bambini al cinema, ho scoperto che erano molto più attratti dai cattivi che dagli eroi» spiega il produttore Chris Meledandri. «È più facile identificarsi con un personaggio con dei difetti, che è anche una fonte infinita di comicità. Ognuno di noi ha un po’ di cattiveria dentro di sé, solo che alcuni di noi la reprimono meglio».

SÌ, VOGLIO PROPRIO LA LUNA

Non voglio mica la luna, si usa dire. Gru invece la desidera, e non in senso figurato. Per diventare il più grande cattivo di tutti i tempi deve mettere a segno il colpo definitivo: rubare il satellite argentato. In città c’è infatti un cattivo più giovane e geniale: si chiama Vector, e ha appena rubato una piramide sostituendola con una gonfiabile. Così mette a punto un piano, chiede un prestito alla Banca del Male per costruire un razzo e portare a termine il suo malefico disegno. Poi arriva l’imprevisto: un bel giorno alla sua porta suonano Margo, Edith e Agnes, tre orfanelle in cerca di offerte per il loro orfanotrofio. Vendono dei biscotti di cui, guarda caso, Vector è golosissimo. Gru allora pensa a loro per arrivare al suo nemico. Loro invece pensano a Gru come a un possibile papà…

FEBBRE GIALLA

Nonostante il suo carisma da malvagio e il suo ruolo da protagonista assoluto, Gru rischia di vedersi rubare la scena dai suoi aiutanti, i Minions, deliziosi e minuscoli omini gialli. E pensare che nella prima stesura della sceneggiatura non erano nemmeno previsti. Ideati da Chris Renaud (il regista), e fatti vivere grazie ai movimenti e alle voci di Pierre Coffin (il co-regista), sono tanti, sono piccoli, gialli e tondi: qualcuno ha due occhi, qualcuno uno, indossano salopette da lavoro e buffi occhiali da saldatore. E parlano tutti insieme: il risultato è irresistibile, i momenti in cui sono in scena travolgenti. Un vero fiume giallo in piena. «Dalla prima volta che ci hanno presentato i piccoli servitori, hanno subito fatto breccia nei nostri cuori» racconta Meledandri. «E abbiamo subito capito che avrebbero assunto un ruolo centrale nel film con il loro irresistibile mix di innocenza e malizia». Scommettiamo che questi piccoli Umpa Lumpa color canarino faranno impazzire i bambini (e non solo loro)? Che vi chiederete: dove è possibile trovarli?

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Le tre orfanelle Margo, la responsabile, Edith, il terremoto, e Agnes, la coccolona, in cerca di un genitore che si prenda cura di loro. Il principale candidaidato? Proprio il terribile Gru

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Le tre orfanelle cercano di intenerire il cattivissimo Gru con dei dolcissimi marshmellows arrostiti

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Eccoli schierati i due maligni del film, Gru e Vector

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Una scena sulle montagne russe esaltata dal 3D


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