The Odyssey non sarà soltanto uno dei film più attesi dell’anno, ma anche una delle produzioni più ambiziose mai affrontate da Christopher Nolan. A raccontarlo è stato Matt Damon, protagonista del kolossal nei panni di Odisseo, che ha descritto l’esperienza sul set come qualcosa di enorme, complesso e quasi fuori scala persino per un attore abituato a grandi produzioni hollywoodiane.
Nel corso della sua carriera, Damon ha preso parte a film imponenti e fisicamente impegnativi, ma a quanto pare nulla lo aveva preparato davvero a The Odyssey. L’attore ha spiegato che il nuovo progetto di Nolan gli è sembrato, per dimensioni e difficoltà produttiva, come una somma di avventure diverse, ciascuna ambientata in un luogo differente e ciascuna capace di imporre nuove sfide alla troupe.
«È sicuramente il film più grande che abbia mai fatto nella mia carriera – ha dichiarato Damon -. Sembra che abbiamo girato sei o sette film e, in un certo senso, è proprio quello che abbiamo fatto. Ogni capitolo di questa avventura si svolgeva in una location diversa, con una sfida diversa. Ogni volta che arrivavamo in un posto, iniziavo a ridere e pensavo: “Chi ha pensato che dovessimo girare un film qui?”».
Tra i luoghi più complessi citati dall’attore c’è la Grotta di Nestore, in Grecia, uno spazio naturale suggestivo ma tutt’altro che semplice da trasformare in un set cinematografico. Proprio lì, secondo Damon, Nolan e la sua squadra hanno dato una delle dimostrazioni più evidenti della loro ambizione produttiva.
«Stavamo girando nella Grotta di Nestore, in Grecia, che è un posto incredibile, ma nessuno aveva mai provato a girare un film lassù – ha raccontato l’attore -. Vedere il lavoro che hanno fatto per trasformarla praticamente in un sound stage naturale… non conosco altri registi che ci proverebbero. Voglio dire, c’è un motivo se chiamiamo queste cose odissee. Questo è The Odyssey, ed è davvero un viaggio attraverso luoghi incredibili e, spero, riuscirà a intrattenere e commuovere profondamente il pubblico».
Il metodo di Nolan, del resto, sembra essere stato chiaro fin dall’inizio: evitare il più possibile scorciatoie artificiali e portare attori e troupe dentro ambienti reali, anche quando questo significava rendere la lavorazione molto più complicata. A confermarlo è stata anche Ruth De Jong, production designer del film, che ha spiegato come nessuna location scelta fosse davvero semplice da gestire: «Non c’era una location facile, ma tutte le location avevano senso per la storia – ha dichiarato De Jong -. Il film non sarebbe quello che è senza essere stati lì e senza averlo fatto davvero».
Una scelta che si inserisce perfettamente nella poetica di Nolan, da sempre interessato a costruire set tangibili, esperienze fisiche e immagini capaci di trasmettere allo spettatore un senso di autenticità. In questo caso, però, l’ambizione sembra essersi spinta ancora oltre: The Odyssey non vuole soltanto raccontare un viaggio epico, ma restituirne anche la fatica, la vastità e la meraviglia attraverso luoghi concreti, attraversati realmente dal cast e dalla troupe.
Nel cast del film ci sono anche Zendaya e Tom Holland, che hanno condiviso lo schermo fuori dal franchise live-action di Spider-Man. Anche loro, come Damon, hanno raccontato di essere rimasti colpiti dalla scala del progetto e dal modo in cui Nolan ha cercato di rendere ogni scena il più immersiva possibile.
«Ci sono parti del mondo che non avrei mai visto o di cui non avrei mai sentito parlare se non fosse stato per questa esperienza – ha dichiarato Zendaya -. Come attrice, è un lusso incredibile trovarsi in uno spazio così immersivo. Non devo fingere di essere sulla barca. Sono sulla barca. Eravamo in mare».
Holland ha espresso un pensiero simile, sottolineando quanto la ricerca dell’autenticità sia uno degli elementi che distinguono il cinema di Nolan. «La scala era davvero, davvero enorme – ha spiegato l’attore -. Credo che ciò che rende i film di Chris così diversi sia il fatto che lui faccia sempre un passo in più per far sembrare tutto autentico per noi sul set, e questo poi lo rende più autentico anche per il pubblico in sala».
Stando alle parole del cast, quindi, The Odyssey non sarà un film costruito principalmente davanti a un green screen o su un set artificiale, ma un’avventura realizzata in luoghi reali, spesso difficili da raggiungere e da trasformare in spazi di lavoro. Una scelta produttiva estrema, perfettamente coerente con la visione di Nolan e con la natura stessa del racconto.
Il risultato promette di essere un’opera monumentale, pensata per restituire sul grande schermo non solo la grandezza del mito, ma anche il senso concreto di un viaggio vissuto fino in fondo. The Odyssey arriverà nelle sale di tutto il mondo il 17 luglio 2026.
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