Francesco Nuti, attore, regista, sceneggiatore, produttore toscano e uno dei talenti più fulgidi del cinema italiano degli ultimi decenni, torna a raccontarsi dopo mesi di silenzio, a quasi tre anni dalla sua ultima comparsa in tv, l’ormai famosa (o famigerata) ospitata da Barbara D’Urso che contribuì alla chiusura tra le polemiche del programma. Questa volta niente sensazionalismi, però, ma una bella testimonianza di coraggio e voglia di vivere: Nuti parla, all’edizione toscana del Corriere della Sera, nell’unico modo che gli è consentito dalla sua condizione, ossia attraverso un PC, e racconta con serenità e il solito umorismo pungente la sua vita da persona irrimediabilmente danneggiata, nel corpo anche se non nello spirito – giusto per rinfrescare la memoria di chi non conosce la sua situazione, Nuti ebbe un gravissimo incidente domestico nel 2006, in seguito al quale entrò in un coma dal quale si risvegliò, avendo perso però la capacità di parlare e di camminare autonomamente.

Niente di tutto questo, o quasi, traspare dall’intervista, nella quale Nuti (protagonista in carriera di quasi venti pellicole, tra cui Io, Chiara e lo scuro che gli fruttò il David di Donatello e il Nastro d’argento come miglior attore) parla dei suoi futuri progetti e della voglia di rimettersi in gioco nonostante i colpi che la sorte gli ha inferto. In programma ci sono due sceneggiature («Una dedicata a una donna, Olga, e una a una bambina»), tanta musica e la voglia di continuare a testimoniare come sia possibile vivere, ed essere felici di vivere, anche di fronte a tragedie apparentemente insormontabili – e al silenzio dei colleghi, che dopo la solidarietà mostrata nei primi tempi dopo l’incidente hanno cominciato a sparire dalla vita di Francesco. «Chi si vergogna di me si vergogna di sé»: questo il pensiero di Nuti a riguardo, una frase che dice molto, moltissimo, e che dovrebbe imparare chiunque ha a che fare con situazioni di grave difficoltà.

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