«Non parlo di vere e proprie molestie sessuali, penso sia solo Hollywood. Ma il confine è sottile». Chloë Sevigny – a Cannes per promuovere Kitty, un corto da lei diretto – confessa a Variety alcune esperienze vissute nel corso dei classici provini che ogni attore deve sostenere per ottenere una parte. A volte sono un successo, altre un disastro, altre ancora si trasformano in situazioni più che imbarazzanti perché il regista che ti sta facendo l’audizione finisce per provarci con te. «Ne ho sentite praticamente di ogni, dal “Cos’hai da fare dopo?” a “Se ti va di andare a fare shopping posso comprarti qualche vestito“. Una volta mi sono persino sentita dire “Dovresti mostrare di più il tuo corpo, senza aspettare di invecchiare come fanno certe attrici. Dovresti spogliarti sullo schermo adesso”. Eppure sono stata nuda in quasi tutti i miei film!» tra i quali ricordiamo Kids e The Brown Bunny, con quest’ultimo che ha fatto parlare di sé per la scena di sesso orale non simulata tra l’attrice e Vincent Gallo: «Lo rifarei anche oggi: credo in Vincent come artista e difenderò sempre il film».

Coincidenza o meno, l’attrice  ha sempre rifiutato le avances e non ha mai ottenuto questi ruoli, che comunque non specifica. Però aggiunge: «Se sei giovane, condizionabile e vuoi davvero avere la parte, allora potresti anche cascarci». Per la Sevigny, il problema è da estendere anche alle donne dietro la macchina da presa: «Se una donna arriva sul set e si mostra un po’ emotiva o molto passionale, viene subito etichettata come un’isterica e poi ha molte difficoltà a trovare lavoro di nuovo. Mentre invece quando è un uomo a fare il pazzo è tutto normale, anzi è un vantaggio per lui. Bisogna permettere anche alle donne di essere se stesse».

Quindi, prende come esempio il flop di Il Cacciatore e la Regina di ghiaccio: «Quel film aveva Chris Hemsworth unico maschio e un cast femminile incredibile, formato da Charlize Theron, Jessica Chastain ed Emily Blunt, a cui, a parer mio, avrebbero dovuto affidare un materiale migliore». E ne ha anche per Star Wars: il risveglio della Forza: «Hanno creato le figurine e Rey (interpretata da Daisy Ridley) era l’unico personaggio a non averne una. Era un po’ strano».

La conclusione è ancora dedicata a The Brown Bunny: «È stato un atto sovversivo, un rischio. L’ho fatto per anche per stare al di fuori del business, ma anche per fare ciò che volevo al suo interno».

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Fonte: Variety
Foto: Getty Images 

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