Si è spento oggi all’età di 83 anni il grande Gene Wilder, pseudonimo di Jerome Silberman, attore, regista e sceneggiatore amato dal grande pubblico per i suoi indimenticabili ruoli in classici del cinema come Frankenstein Jr. di Mel Brooks o Willy Wonka e La Fabbrica di Cioccolato del 1971. Le cause del decesso sono da attribuirsi a complicazioni dell’Alzheimer che lo aveva tormentato negli ultimi tre anni, malattia che l’attore stesso aveva deciso di non rendere pubblica. Lo si legge in un comunicato ufficiale diffuso dalla famiglia, in cui il nipote spiega: «Non si è trattato di vanità, ma solo preoccupazione di non spegnere i sorrisi dei bambini che lo vedevano e ancora lo chiamavano Willy Wonka, esponendoli a qualcosa di così adulto com’era la sua malattia. Semplicemente, non accettava l’idea che ci fosse un sorriso in meno al mondo».

Nato a Milwaukee nel 1933 da una famiglia di ebrei russi immigrati, Gene Wilder comincia a studiare recitazione appena terminati gli studi universitari, ottenendo il suo primo ruolo da comparsa nel film Gangster Story (1967) di Arhtur Penn. Nel 63 viene scritturato per una parte nello spettacolo Madre coraggio e i suoi figli di Anne Bancroft, che gli presenta il fidanzato e suo futuro marito Mel Brooks, che gli promette il ruolo di Leo Bloom nel classico Per favore, non toccate le vecchiette (1968) al fianco di Zero Mostel, prima opera da regista e sceneggiatore anche per Brooks. Il film è un successo, e consegna a Wilder la sua prima nomination agli Oscar come Miglior Attore non Protagonista.

Dopo una serie di insuccessi commerciali, Gene Wilder inizia la sua scalata verso la consacrazione al grande pubblico grazie all’ormai amatissimo Willy Wonka e La Fabbrica di di Cioccolato (1971) di Mel Stuart, film nel quale ricopre il ruolo dell’eccentrico e strambo proprietario del titolo. In origine fu un flop, ma col tempo divenne un film di culto. L’attore ritroverà il successo un anno dopo con Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere) di Woody Allen, dove interpreterà uno degli episodi più divertenti della pellicola. Arriverà successivamente un altro film di Mel Brooks, Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974), nel quale l’attore vestirà i panni di Waco Kid.

Mentre si girava Mezzogiorno e mezzo di fuoco, però, Wilder era al lavoro su di un copione dal titolo Young Frankenstein, per il quale contatta proprio Brooks, che al tempo declina però la sceneggiatura definendola solo “carina“. Dopo che Wilder sceglierà Marty Feldman per il ruolo di Igor sotto consiglio del suo futuro agente Mike Medavoy, Brooks accetterà però la regia pur riservandosi qualche dubbio. Usciti infine entrambi nel 1974 a pochi mesi di distanza, sia Mezzogiorno e mezzo di fuoco che Frankenstein Jr saranno due grandissimi successi commerciali, e soprattutto il secondo regalerà a Wilder la nomination agli Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale.

Nel 1975 uscirà poi Il fratello più furbo di Sherlock Holmes, film che segnerà il debutto alla regia dell’attore, nel quale reciterà sempre al fianco del collega e ormai amico Marty Feldman. Il 1976 è invece l’anno nel quale nasce la coppia comica formata da lui e Richard Pryor grazie al film Wagons-lits con omicidi. Il ’77 segna la sua seconda regia con Il più grande amatore del mondo, per la cui realizzazione si ispira a Lo sceicco bianco di Federico Fellini, mentre due anni dopo duetterà in coppia con Harrison Ford in Scusi, dov’è il West? (1979) di Robert Aldrich.

Gli anni ’80 iniziano per Wilder con un altro film in coppia con Pryor, Nessuno ci può fermare, nel quale è diretto da Sidney Poitier, che avrà una lavorazione molto travagliata a causa della dipendenza di Pryor dalla cocaina. Sarà comunque un grande successo internazionale e comparirà nelle classifiche delle migliori commedie cinematografiche di sempre. Seguirà in collaborazione con Poitier Hanky Panky – Fuga per due (1982), dopo il quale tornerà alla regia con La signora in rosso (1984) e Luna di miele stregata (1986), quest’ultimo un vero e proprio flop. L’ultimo grande successo commerciale dell’attore sarà un film in coppia sempre con Pryor, Non guardarmi: non ti sento (1989), del quale la critica apprezzerà la recitazione ma stroncherà la sceneggiatura.

Il 1990 è l’anno della commedia Bebè mania diretta da Leonard Nimoy, il Signor Spock di Star Trek, e il 1991 segna invece l’ultimo film cinematografico per Gene Wilder, che è Non dirmelo…non ci credo, unico flop della coppia con Pryor, quest’ultimo in visibile declino psico-fisico a causa della sclerosi multipla. Da qui in poi Wilder intraprenderà la carriera televisiva, partecipando prima alla sit-com Quel pasticcione di papà (1994) e poi all’adattamento tv della NBC di Alice nel paese delle meraviglie (1999). Nel ’96 tornerà anche per breve tempo a recitare in teatro con lo spettacolo Laugher on the 23rd Floor di Neil Simon.

L’ultimo ruolo di Gene Wilder è stato nella sit-com Will & Grace (2002-2003) come gust-star nei panni di Mr. Stein, parte dopo la quale deciderà di ritirarsi infine a vita privata.

Per ricordare il grande talento e la simpatia di Gene Wilder, vi proponiamo di seguito una serie di clip dei suoi film più famosi:

Fonte: THR

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