Ci sono ancora pochi giorni per vedere su Netflix uno degli horror più sottovalutati degli ultimi anni
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Ci sono ancora pochi giorni per vedere su Netflix uno degli horror più sottovalutati degli ultimi anni

Una performance da applausi e un finale che ribalta ogni aspettativa: ecco perché dovresti assolutamente recuperarlo

Ci sono ancora pochi giorni per vedere su Netflix uno degli horror più sottovalutati degli ultimi anni

Una performance da applausi e un finale che ribalta ogni aspettativa: ecco perché dovresti assolutamente recuperarlo

Il film horror Smile 2 disponibile su Netflix

C’è tempo fino al 13 ottobre 2026 per vedere in streaming su Netflix uno degli horror psicologici più sottovalutati degli ultimi anni, che vanta una delle creature mostruose più terrificanti e uniche mai create. Smile 2, il secondo capitolo della saga scritta e diretta da Parker Finn, ha debuttato sulla piattaforma a inizio settembre; un’occasione perfetta per raggiungere quella fetta di pubblico che lo ha perso in sala, complice anche un periodo di uscita in cui le saghe horror non erano proprio al top.

La storia del sequel comincia sei giorni dopo dopo il suicidio di Rose Cotter, la psicoterapeuta protagonista del primo Smile. La donna era stata colpita da una maledizione a causa della quale la vittima, dopo aver assistito al suicidio di una persona che sorride, subisce ossessioni soprannaturali prima di uccidersi anch’essa davanti a un nuovo testimone, che riceve a sua volta la maledizione. Il sequel, invece, segue la popstar Skye Riley, che dopo aver assistito a un incidente simile inizia ad avere delle allucinazioni, in particolare riguardanti l’ex fidanzato Paul, scomparso per un incidente d’auto. Gradualmente, capisce di trovarsi alle prese con la stessa entità malvagia che ha colpito la povera Rose.

La premessa, che vede Skye alle prese con un lutto, consente a questo sequel horror di esplorare tematiche profonde e complesse, quasi come se, questa volta, l’entità misteriosa fosse una sorta di metafora dell’elaborazione della perdita, del trauma e dell’importanza di avere cura della propria salute mentale. Ma c’è anche di più. La protagonista è una popstar che sta per partire per un grandioso tour mondiale, ma è guardata a vista dalla madre e manager Elizabeth e dall’assistente Joshua, poiché ha avuto problemi di dipendenza e depressione che potrebbero pregiudicare la rinascita della sua carriera. Come ha spiegato il regista Parker Finn, quindi, l’entità e la maledizione di Smile 2 diventano anche una grande allegoria del peso della fama e della continua esposizione a commenti, sguardi e giudizi da parte di milioni di persone in tutto il mondo.

Skye, interpretata da una straordinaria Naomi Scott, precipita in una psicosi che disgrega completamente la sua mente, confondendo i confini tra reale e fittizio. E proprio quando sembra che abbia trovato il modo di spezzare la maledizione, Finn inserisce un colpo da maestro con un finale che sfiora la narrazione “meta” e si pone come un grande punto interrogativo, chiamando in causa direttamente il pubblico e lo spettatore stesso, che si ritrova suo malgrado complice dell’entità malvagia che ha portato alla follia la protagonista.

Non anticiperemo altro: basterà dire che Smile 2 detiene un 86% di recensioni positive su Rotten Tomatoes (meglio del primo capitolo, che si era fermato a 79) e che anche la sola interpretazione di Naomi Scott sarebbe sufficiente per consigliare la visione su Netflix nei pochi giorni che restano dalla cancellazione del contenuto.

Fonte: ScreenRant
Foto: Paramount Pictures 

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