Claudio Bisio, Diego Abatantuono e Margherita Buy raccontano La gente che sta bene
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Claudio Bisio, Diego Abatantuono e Margherita Buy raccontano La gente che sta bene

Il film diretto da Francesco Patierno e distribuito da 01 uscirà in 300 copie il 23 gennaio

Claudio Bisio, Diego Abatantuono e Margherita Buy raccontano La gente che sta bene

Il film diretto da Francesco Patierno e distribuito da 01 uscirà in 300 copie il 23 gennaio

Una panoramica dell’Italia moderna in crisi con protagonista un ex yuppie ormai cresciuto nella Milano bene, in quella società “che conta”, un uomo «che si illude sempre, cerca di vendere agli altri che lui è il migliore, in ogni situazione, e guarda costantemente l’altra faccia della medaglia»: parola di Federico Baccomo Duchesne, autore del libro da cui La gente che sta bene è tratto. Una commedia dai toni drama e di denuncia, che si ferma però solo ad accennare queste voci, senza approfondirle realmente, fornendo comunque una visione vera e fastidiosa di un mondo finto, senza valori né ideali, dove non ci si può fidare di nessuno.

Presenti alla conferenza stampa il regista Francesco Patierno e tutto il cast, compresa Jennipher Rodriguez in abito da sera verde smeraldo e Diego Abatantuono con il suo inseparabile mini ventilatore in mano. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Best Movie: Quanto ti affascinava la storia, soprattutto per i messaggi che l’opera trasmette?
Francesco Patierno: «L’obiettivo iniziale era quello di far uscire una storia al femminile all’interno di un contesto con una prospettiva prettamente maschile. I personaggi più positivi del film sono appunto le due donne».

BM: Solo alla fine si capisce bene che tipo di rapporto c’è tra di voi e quanto è forte il vostro legame, che ne pensate della vostra coppia?
Claudio Bisio: «Uno dei motivi per cui sono felice del film è quello di aver avuto la possibilità di lavorare con Margherita, lei non non ha ancora visto il film perché è un suo rito scaramantico, ma glielo dico io, è stata bravissima! Questo è il personaggio più negativo della mia carriera. L’unico cambiamento rispetto al romanzo è stata la piccola redenzione extra che si vede nel finale. Ci chiedevamo perché dovesse amare un deficiente come Umberto, ma lui è un personaggio a più dimensioni e la scena finale simboleggia anche quello.
Margherita Buy: «Lei è una donna che conosce il suo valore e supera la fase in cui si sente costretta a fare qualcosa che non vuole. Un personaggio nuovo per me, mi è molto piaciuto».

Come giudichi il tuo personaggio?
Diego Abatantuono: «Molto ben delineato, ne ho fatti molti di cattivi ma questo supera tutti, è proprio uno stronzo, al di là del cattivo. Interpretarlo è piacevole, poi vai a casa e sei buono. Io non riesco a rimanere ancorato al personaggio, non so essere così cattivo. Il film è coraggioso, un prodotto come non se ne vedono spesso, una denuncia su uno spaccato di vita, su un settore poco frequentato e poco raccontato».
Jennipher Rodriguez: «Questo è stato il mio debutto cinematografico, sono contentissima che sia stato con questo personaggio, avrei voluto recitare di più perché mi è piaciuta tantissimo la sceneggiatura».

Cosa ti aspetti dal film?
CB: «Più faccio questo lavoro e più mi piace, ho lasciato Zelig per fare cinema, ho 57 anni, non sono arrivato al successo da giovane, e questa opportunità con il cinema non la considero eterna. Questo film rappresenta quello che mi piace fare. È una commedia, anche se ha tinte più forti. Le sceneggiature che mi arrivano sul tavolo sono tutte commedie più o meno omologate, questa non lo era. È piena di cinismo, comicità, forse poco italiana ma magari no, perché mi ricorda molto alcuni film nostrani. Non penso che La gente che sta bene possa essere accusato di buonismo, ma vedrò come lo prenderete voi e il pubblico in sala».

Quanto è diverso il film dal libro?
FP: «Del libro è rimasto molto ma abbiamo fatto un lavoro di adattamento importante. Abbiamo lavorato tantissimo sui personaggi e aggiunto dettagli non presenti.  Ad esempio la spinta più femminile è ancora più evidente nel film rispetto al testo originale».

Chi ha avuto l’idea degli occhi azzurri per Abatantuono?
DA: «Ho occhi penetranti, verde chiaro, gli ho proposto di farli blu, per renderli più inquietanti. Gli avevo anche proposto denti finti, non me li hanno accettati ma salteranno fuori in un altro film. Ad ogni modo se li ha notati vuol dire che sono serviti». 

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