In un’intervista al Sunday Express inglese, Clint Eastwood ha annunciato che con Gran Torino si concluderà una carriera d’attore lunga più di 50 anni. E da grande star, avrebbe davvero l’occasione di chiudere in bellezza: secondo le prime impressioni, la sua performance nei panni di un ex veterano della guerra di Corea alle prese con rigurgiti razzisti nei confronti di un teenager asiatico che vorrebbe rubargli la sua auto (la Ford Gran Torino del titolo), potrebbe condurlo all’Oscar che ancora gli manca, proprio quello da attore, dopo le doppiette conquistate per regia e film con Gli spietati e Million Dollar Baby. «Desideri sempre lasciare quando sei al top», ha detto Eastwood. «Non vuoi diventare come quei pugili che restano sul ring anche quando si rendono conto di non riuscire più a dare il massimo». Ma l’instancabile Clint non ha certo intenzione di tirare i remi in barca: se non farà più l’attore, avrà ancora più tempo per concentrarsi sulla regia, dove continua a dedicarsi a nuovi progetti come The Human Factor, dramma che girerà nel 2009 sulla Coppa del Mondo di rugby ospitata nel 1995 nel Sud Africa appena uscito dall’apartheid, con Morgan Freeman nei panni del presidente Nelson Mandela.

Da.Mo.

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