Cloni, body horror e una trama folle: questa serie sci-fi è una delle più originali di sempre
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Cloni, body horror e una trama folle: questa serie sci-fi è una delle più originali di sempre

Ha qualcosa di unico e completamente fuori dagli schemi: è un cult che non assomiglia a nessun altro

Cloni, body horror e una trama folle: questa serie sci-fi è una delle più originali di sempre

Ha qualcosa di unico e completamente fuori dagli schemi: è un cult che non assomiglia a nessun altro

La serie Tv Orphan Black

Tra cloni, body horror e una protagonista assolutamente incredibile, Orphan Black è stata spesso descritta come una delle serie Tv più particolari e più assurde dello sci-fi contemporaneo. Nonostante affronti una tipologia di fantascienza non semplice da portare sullo schermo, è stata acclamata allo stesso modo sia dalla critica sia dal pubblico, che non l’hanno mai dimenticata, benché si tratti di un titolo che non ha generato un franchise longevo e che non è mai stato particolarmente accessibile in streaming.

La storia vede Tatiana Maslany (She-Hulk) nei panni di Sarah Manning, una donna dal passato difficile che è cresciuta nelle strade dell’Inghilterra. Arrivata in Canada insieme al fratello adottivo Felix, Sarah si trova in una posizione ancora più precaria, anche perché le viene chiesto di separarsi dalla figlia Kira. Un giorno, però, assiste al suicidio di una donna di nome Beth che le somiglia incredibilmente, come se fosse la sua gemella. Sarah decide quindi assumere l’identità di Beth così da riabilitarsi economicamente e avere l’occasione di potersi riunire con la figlia. Ma non è così semplice. Ben presto, infatti, la protagonista scopre che la somiglianza con la defunta non era affatto casuale: esistono infatti tantissimi altri cloni identici a lei, tutti parte di un esperimento illegale di clonazione umana, e qualcuno sta complottando per ucciderli tutti. Mentre cerca di proteggere sua figlia e capire chi ha creato i cloni, Sarah si ritrova al centro di una cospirazione fatta di esperimenti genetici, segreti e organizzazioni che vogliono controllare il suo destino.

Tra il tema della clonazione, già ampiamente sviscerato nell’universo sci-fi e la premessa di partenza, che richiede allo spettatore una certa sospensione dell’incredulità, sarebbe stato piuttosto facile rendere Orphan Black una serie del tutto sconclusionata o poco credibile. Al contrario, lo show ha il grande pregio di essere migliorato stagione dopo stagione, incantando recensori e spettatori allo stesso modo. Ciò che lo distingue dalla classica fantascienza sui cloni è senza dubbio l’elemento del body horror, che la serie utilizza non soltanto per creare scene disturbanti, ma anche per concretizzare il mistero scientifico alla base della storia: chi ha creato i cloni, perché esistono, chi li controlla, ma anche se essi siano assimilabili agli esseri umani oppure no e se abbiano il diritto di decidere del proprio futuro, di farsi una famiglia, di esercitare il libero arbitrio sul proprio corpo.

Il corpo delle protagoniste diventa quindi qualcosa da osservare, studiare e persino manipolare. Pur partendo da una premessa relativamente semplice, cioè lo scambio d’identità tra due donne che si somigliano, la serie porta all’estremo il concetto di clonazione, esplorando prospettive etiche ancora più complesse come la genetica, il controllo della riproduzione, la manipolazione del corpo, la proprietà del DNA e i rapporti di qualsiasi tipo tra cloni, o tra cloni ed esseri umani.

Ancora più interessante è che Orphan Black riesca a proporre tutto questo allo spettatore senza mai dimenticare la dimensione emotiva e personale, nonché lo sviluppo dei personaggi: il cuore della storia sono sempre Sarah e le sue “sorelle”, con le loro relazioni, paure e conflitti. Da questo punto di vista non si può non menzionare il trasformismo di Tatiana Maslany, che interpreta numerosi personaggi tutti geneticamente identici, ma con personalità, provenienza, comportamenti e aspirazioni completamente differenti, a testimonianza di come il mondo esterno, le scelte personali e le esperienze possano plasmare le persone. È vero, lo sci-fi degli ultimi anni si è occupato principalmente del rapporto con la tecnologia e con l’IA, lasciando perdere la questione della clonazione che era maggiormente in voga qualche decennio fa. Tuttavia, Orphan Black resta ancora un gioiello che unisce thriller, fantascienza, dramma, mistero e horror, toccando temi che non potranno che far riflettere anche il pubblico di oggi.

Fonte: Comicbook

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