Non solo amore nel week end del 14 febbraio, ovvero San Valentino. In totale controtendenza con gli anni passati che vedevano sempre al centro della programmazione il tema dell’amore, il 2014 non è un anno all’insegna del romanticismo. Anzi, il film più importante del week end, compreso tra il 13 e il 16 febbraio è un film ambientato durante la Seconda guerra mondiale. Ovviamente, non si tratta di un film tosto come Salvate il soldato Ryan, ma di un film a suo modo d’amore, amore per l’arte.
Diretto, prodotto, scritto e interpretato da George Clooney (guarda la videointervista), Monuments Men racconta la storia di un manipolo di coraggiosi esperti d’arte che senza una vera preparazione militare penetrano nella Francia e nella Germania nazista alla ricerca di preziosi capolavori mondiali come la Pala di Gand e la Madonna col bambino di Michelangelo al fine di recuperarli e consegnarli ai legittimi proprietari. Impreziosito da un cast di glorie di Hollywood vecchie e nuove, un vero “Pack” di amici di Clooney, tra cui spiccano Matt Damon, John Goodman, Bob Balaban, Cate Blanchett e l’affiliato francese Jean Dujardin (guarda l’intervista video di Best Movie), la pellicola è una commedia che sfiora più volte il dramma, un po’ alla M.A.S.H. (leggi la recensione del direttore Giorgio Viaro), ma pur con un packaging davvero old fashion e un tema inedito e stimolante di fondo (le opere d’arte più importanti delle vite umane, perché ancoraggio alle nostre radici culturali) non riesce a decollare, anche per un certo tono didattico da manuale di Storia dell’arte. Il film ha comunque esordito bene negli States (più di 20 milioni di dollari) e siamo curiosi di vedere come reagirà il pubblico italiano.
Portatore dell’Amore con la A maiuscola è Racconto d’inverno, con un Colin Farrell in viaggio nel tempo per riconquistare l’amore della sua vita. A fargli da ostacolo un minaccioso gangster con il volto di Russell Crowe, che lavora alle dipendenze di un boss molto esigente: Lucifero. Oscillante tra realtà e magia, pendendo decisamente verso la seconda (leggi la recensione di Andrea Facchin), il debutto alla regia di Akiva Goldsman, sceneggiatore del Premio Oscar A Beautiful Mind e di Cindarella Man, è un pastiche di generi e registri che lungo il percorso perde di coesività, ma che solleticherà gli istinti romantici di tutti quelli che adorano gli amori impossibili calati in ambientazioni fantasy.
Carlo Verdone, regista sempre attento ai mutamenti sociali, dopo Posti in piedi in paradiso torna a parlare di Crisi con il suo Sotto una buona stella (leggi la recensione di Sonia Serafini), avvalendosi per la prima volta della partecipazione di Paola Cortellesi in un suo film. Che segue le vicende di un broker di successo a cui viene stravolta la vita. All’ascesa professionale, infatti, il finanziere non ha mai fatto corrispondere un reale investimento nel rapporto con i figli. Alla morte improvvisa della moglie, che gli lascia in carico i figli, si aggiunge uno scandalo finanziario in cui viene coinvolto. Prendendosi in casa i due ragazzi (Tea Falco e Lorenzo Richelmy), l’uomo deve affrontare un difficile rapporto con quelli che alla fine sono due estranei e verrà aiutato nel processo da una vicina di casa un po’ rumorosa, ma sensibile ai suoi problemi… Come sempre il regista romano predilige i toni dolceamari e l’introspezione misti alla riflessione sociale.
Vijay il mio amico indiano, brillante tragicommedia dal regista di Irina Palm, racconta di un attore di nome Will che il giorno del suo 40° compleanno viene dato per morto a causa di un errore, decidendo così di reggere la farsa calandosi nei panni di un elegante indiano di nome Vijay. Escamotage che lo aiuterà a conquistare la donna che ama e che prima lo disdegnava e gli rivelerà molte altre sorprese…
Tra le new entry più interessanti del week end, vi segnaliamo The Square – Inside The Revolution. Che vede come protagonista Piazza Tahrir del Cairo, trasformata in cuore pulsante della rivolta collettiva egiziana. Cristiani e musulmani la affollano per reclamare l’uscita di scena del dittatore Mubarak e invocare a gran voce l’avvento della democrazia. Il giovane Ahmed Hassan, l’attore angloegiziano Khalid Abdalla e l’aderente alla Fratellanza Musulmana Magdy Ashour sono tre delle figure fondamentali che emergono da questo documentario, che vuole comunicare l’ondata emotiva che ha percorso quei giorni di ribellione, oscillanti tra entusiasmo e sconforto, trionfalismo e disillusione, ma sempre vissuti nel segno di una speranza indomabile.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
