“Non avrei mai pensato di potermi sentire così vicino a personaggi così estremi e che dicono cose che non condivido ma che fanno cose che a volte vorrei saper fare»: è innamoratissimo dei suoi protagonisti Gabriele Salvatores che con Come Dio Comanda (da domani nelle sale) firma una nuova favola nera tratta da un romanzo del sodale Niccolò Ammaniti, dalla cui opera aveva già attinto per Io non ho paura. Girato nel freddo e buio inverno del Friuli il film vede protagonista, nelle parole del regista, “un terzetto che ricorda i personaggi shakespeariani di un padre-re, un giovane Amleto e un fool – un buffone, un pazzo-. I tre si ritrovano a fare i conti con il loro destino in un bosco durante una tempesta». Nei ruoli di questo “padre violento che insegna l’odio con molto amore” troviamo Filippo Timi (Saturno contro, Signorina Effe), mentre in quelli del suo figlio adolescente l’esordiente Alvaro Caleca. La parte del personaggio borderline Quattro Formaggi è affidata a Elio Germano, qui in un’altra grande prova dopo Mio fratello è figlio unico, Tutta la vita davanti e Il passato è una terra straniera. Come spiegato da Salvatores, tutto si compie in una notte buia e tempestosa, quando un evento drammatico coinvolge inaspettatamente i tre personaggi, legati da un rapporto forte e morboso al tempo stesso. Padre e figlio si amano come un lupo e il suo cucciolo, in modo istintivo e profondissimo. L’uomo è un filo nazista, violento e semi-alcolizzato che insegna al figlio, più timido e fragile, a difendersi da tutto e tutti. Il loro unico amico è proprio Quattro Formaggi, un ragazzo con la singolare fissazione per i presepi e ossessionato dalla passione per una porno star. La somiglianza di una compagna di scuola del ragazzo con questa attrice lo indurrà ad avvicinarsi a lei innescando una catena di eventi tragici e imprevedibili. Il film vi aspetta in sala a partire da domani quando il film sarà distribuito in 250 sale; intanto scopritene di più con il backstage che trovate qui sotto.

Al.Za.

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