«Vivo o morto, tu verrai con me». Se non riconoscete questa frase i casi sono due: o non avete avuto un’infanzia, oppure siete troppo giovani – e quindi siete parzialmente perdonati, anche se dovreste correre subito a recuperare RoboCop. Già: la citazione è la frase “da battaglia” di Alex Murphy, ex poliziotto rinato sotto forma di cyborg dopo una morte violenta causata da un attentato criminale. Nonché protagonista del (citato una riga fa) RoboCop, capolavoro di Paul Verhoeven datato 1987 che tornerà al cinema in una nuova veste – tutta nera – il prossimo 6 febbraio per mano di José Padilha, e che noi di Best Movie abbiamo anche scelto come cover del numero di febbraio, in edicola da oggi.
RoboCop era (è) l’esempio perfetto del concetto di “giustiziere anni Ottanta”, un eroe cinematografico con una sua personale visione della giustizia, somministrata in pratiche dosi di pallottole in testa e spesso distante dall’interpretazione letterale (e umana…) della legge. Erano in tanti a fargli compagnia in quegli anni floridi di giustizie private e machismo, e non bisogna dimenticare i pionieri che già dagli anni Sessanta (Clint Eastwood vi dice nulla?) avevano cominciato a proporre la figura dell’uomo disgustato dai cavilli e dall’inettitudine delle forze dell’ordine, e quindi deciso a fare tutto da sé. Abbiamo raccolto in una gallery i nostri preferiti, con le loro frasi famose: se un giorno anche voi doveste decidere (non sia mai!) di entrare a far parte dei loro ranghi, qui potete prendere ispirazione. E perché no, condividere il vostro giustiziere preferito, su Twitter e Facebook, usando l’hashtag #comeparlaungiustiziere
Qui sotto, la gallery Come parla un giustiziere e la copertina del numero di febbraio di Best Movie (cliccate per andare alla news)
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