Ribaltando la classica consuetudine secondo cui le conferenze stampa al Comic-Con vanno in scena dopo i panel – ovvero dopo la proiezione delle prime clip dei film – oggi Robert Downey Jr si è presentato alla platea dei giornalisti con circa un’ora di anticipo sul suo show pubblico nella Hall H, in cui sono state proiettate le primissime immagini di Iron Man 3. Insieme a lui c’erano Don Cheadle, il regista Shane Black e il produttore, nonché presidente di Marvel Studios, Kevin Feige. (trovi qui tutte le info sul panel di Iron Man 3)

La chiacchierata non è stata molto lunga, una ventina di minuti in tutto, e qui di seguito trovate la cronaca delle dichiarazioni di Robert riguardo al nuovo film e al personaggio di Iron Man in generale.

Il rapporto con James Rhodes (il personaggio interpretato da Don Cheadle)
«Penso che il rapporto tra Tony e Rhody non fosse stato esplorato a sufficienza, non quanto meritava: mi è sempre sembrato il cuore di quanto c’è di grande nelle vicende del personaggio».

Il mondo dopo The Avengers
«Eravamo consapevoli di muoverci in un’era post-Avengers, e abbiamo cercato di essere pratici nel valutare quali potevano essere a questo punto le sfide da affrontare e le limitazioni con cui confrontarci. E naturalmente, quale minaccia mi avrebbe spinto a ignorare quelle limitazioni».

Il film giusto al momento giusto
«Le dimensioni del successo di The Avengers hanno un po’ sorpreso anche noi, ma a guardarsi indietro non è difficile capire che quello era il film giusto con le persone giuste e il giusto regista al momento giusto. E ora mi sembra che per Iron Man 3 valga un po’ la stessa cosa».

Il lato oscuro di Tony Stark
«Esplorare il lato più oscuro di Tony Stark in Iron Man 3, in definitiva, mi sembra un po’ il nocciolo di tutta la faccenda. In Iron Man 2, fin dall’inizio, lo vediamo ridotto proprio male, sempre ubriaco, un party dopo l’altro, con la gente che si sussurra che questo tizio non gli piace e lui che a momenti ci lascia le penne. In questo tipo di situazioni un po’ oscure, però, c’è anche un lato divertente. Ci siamo chiesti: dove altro potrebbe andare a nutrire i suoi demoni? Che temi e ambienti potremmo esplorare?».

A un bambino che gli chiede cosa si provi ad essere un eroe
«Penso di poterti dare una risposta che vale più o meno per tutti in questo ambiente. Quando ti capita pensi semplicemente: “Wow, che grande opportunità”. È strano. Ma di sicuro, per me è una cosa seria quanto Shakespeare».

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(Foto GettyImages)

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