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Come da tradizione il San Diego Comic-Con e la Warner Bros. Television continuano anche in questa edizione 2015 la loro proficua collaborazione con la Preview Night, serata dedicata ai pilot delle serie TV che verranno trasmesse nella stagione 2015/2016.

Anche quest’anno ce n’è per tutti i gusti e generi: spaziando dall’apocalittico al thriller, senza dimenticare ovviamente l’ormai sdoganata moda dei supereroi anche sul piccolo schermo, la Warner Bros. ha garantito al proprio pubblico, non solo quello più giovane, la solita vastissima scelta fatta di puro intrattenimento. Prodotti scritti, diretti, montati e interpretati secondo una direttiva ben precisa: divertire un pubblico vasto, magari anche lontano da quello che invece apprezza storie e personaggi dallo spessore drammatico più accentuato. La differenza che passa ormai tra le serie Tv di reti che cercano l’approfondimento e la potenza della storia e le emittenti generaliste diventa ogni stagione più accentuata, e le produzioni Warner viste in questo blocco lo hanno evidenziato con pienezza.

Si è cominciato con l’attesissimo Supergirl, con l’astro nascente Melissa Benoist – ne abbiamo ammirato la dolcezza del sorriso in Whiplash – nel costume dell’eroina nata col nome di Kara Zor-El. Il destinatario principale di Supergirl sembra il pubblico più giovane, quello che non disdegna insieme agli effetti speciali anche l’ironia e il glamour che ormai sta invadendo l’universo dei supereroi. Il pilot è incentrato sulla nascita dell’eroina, decisa finalmente ad adoperare i suoi superpoteri per il bene dell’umanità come suo cugino Superman fa già da anni. A contrastarla un villain proveniente anch’egli dallo spazio profondo, con cui Supergirl si confronta per scoprire di essere capace di grandi gesti. La strizzatina d’occhio poi è rivolta a Il diavolo veste Prada per accaparrarsi un pubblico femminile adolescenziale, che urla al girl power soprattutto quando viene presentato in maniera così luccicante. Tutto sommato divertente, anche se la Benoist gioca un po’ troppo a strabuzzare i suoi occhioni per andare incontro alle spettatrici post-adolescenziali. Ma Supergirl rimane comunque un buon acquisto per la CBS.

La seconda anteprima è stata l’altrettanto atteso Blindspot, thriller che vede protagonista un’ attrice anch’essa legata al mondo degli adattamenti di comic books. Si tratta di Jamie Alexander, ammirata nei due Thor accanto a Chris Hemsworth. L’inizio del pilot è da brividi: una borsa viene abbandonata in mezzo a Times Square. La bomba pronta a esplodere è rappresentata da una donna rinchiusa in essa, senza alcun vestito addosso ma ricoperta da tatuaggi che rappresentano la sua unica memoria. Per venire a capo del mistero un detective dell’FBI deve capire che la donna rappresenta un’arma tanto sconosciuta quanto pericolosa, proprio perché ancora “inesplosa”. E se i tatuaggi fossero in realtà indizi di una mappa che se adoperata al meglio potrebbe aiutare a sconfiggere nemici interni ed esterni al Paese? Ritmi serrati da action metropolitano per un prodotto che tenterà di bissare il successo di pubblico di The Blacklist, anch’esso in onda su NBC. Lo spettacolo anche se abbastanza superficiale è garantito, soprattutto dalla presenza scenica della Alexander. Niente di nuovo ma almeno presentato in maniera fresca.

Terza portata della Preview Night è stato invece Containment, serie che pare andare incontro a quel tipo di pubblico che cerca le emozioni distopiche del genere post-apocalittico, quello di The Walking Dead o Defiance, tanto per intenderci. Un misteriosissimo virus influenzale si sprigiona al centro di Atlanta: a un gruppo di persone molto diverse tra loro il compito di contenere un’epidemia che fin dai primi casi di presenta come assolutamente letale. Anche se privo di volti conosciuti Containment è stato il pilot che ha maggiormente convinto nella serata della Preview Night. Alcuni momenti di empatia tra le figure messe in scena funzionano a dovere, così come il necessario “gore” per un pubblico più adulto. L’idea di partenza non è nuovissima ma trattata con discreta lucidità narrativa. Una serie che si preannuncia dura ma anche attenta al lato più umano dei personaggi messi in scena. Se si fossero evitate alcune concessioni allo spettacolo della messa in scena il pilot di Containment sarebbe stato davvero avvincente. Narrativamente però il prodotto pare funzionare, soprattutto perché si rivolge al pubblico cercando di solleticarne le corde emotive invece di fornirgli uno spettacolo solamente di superficie.

Ultimo piatto della serata, Lucifer, altro prodotto di fantascienza che ha come personaggio principale il più famoso degli angeli caduti. Dal momento che la vita all’inferno è diventata troppo noiosa, cosa c’è di meglio che distrarsi gestendo un locale a Los Angeles? E l’antieroe per eccellenza inizia a divertirsi davvero quando viene coinvolto in un caso di omicidio. E se poi le indagini vengono condotte da una bella quanto decisa detective, l’umanità del diavolo non può che risvegliarsi…Patinato come lo spot pubblicitario di un profumo, tirato a lucido perché il pubblico si lasci irretire dal fascino ambiguo e guascone di Lucifero, il pilot gioca con i luoghi comuni del genere forzando in alcuni momenti troppo la mano. Perché il protagonista Tom Ellis dovrebbe girovagare pigro e seducente per la Città degli Angeli sfoggiando un marcato (e irritante…) accento inglese? Questo tipo di alchimia tra commedia e soprannaturale ha già recentemente fallito con Constantine, il rischio della scommessa appare abbastanza alto. In onda su Fox.

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