Poche immagini ma tanta sostanza per una volta alla convention californiana. Il montato che ha introdotto al pubblico la carriera e l’impegno di Oliver Stone si è rivelato la mossa vincente per presentare il suo nuovo Snowden, biopic sul controverso patriota/traditore che ha reso pubblico la sorveglianza di massa dei governi americano e britannico sulla vita privata dei loro cittadini, ovvero la fine sostanziale di qualsiasi privacy. Il pubblico è infatti immediatamente entrato nel mood giusto per i discorsi affrontati, di tutt’altra rilevanza rispetto ai soliti toni del Comic-Con. «Ho scritto il film con l’assenso dello stesso Snowden, che ho incontrato più volte – ha dichiarato subito Oliver Stone – Non ho subito nessuna pressione esterna né ho dovuto gestire particolari problemi durante la lavorazione del film. La parte più difficile è stata trovare i finanziamenti per produrlo, molti si sono tirati indietro per paura del tema».

Le uniche immagini mostrate al pubblico sono arrivate dal nuovo trailer, messo online in contemporanea con il panel. Montaggio più serrato, maggiore attenzione alla sfera privata, soprattutto al rapporto con l’amata Lindsay interpretata da Shailene Woodley, ma soprattutto molto più Joseph Gordon-Levitt, che inquadratura dopo inquadratura sembra sempre più calzare nel ruolo di Edward Snowden.

Dopo Stone sono arrivati sul palco della Hall H proprio i due protagonisti, accompagnati da Zachary Quinto. «Per me il tema più importante non è tanto se Snowden sia un vero patriota o un criminale che ha messo in pericolo la vita di molte persone – ha dichiarato Joseph Gordon-Levitt – quanto piuttosto la situazione che si è creata e che lui ha portato allo scoperto. Non mi interessa come le persone decidono di adoperare o sacrificare la propria privacy, quello che dobbiamo combattere è un sistema che ha allargato ampiamente il suo raggio d’azione e la sua ingerenza sulla vita privata dei cittadini senza chiedere il loro parere. Non c’è stato dibattito, non c’è stata scelta, e questo è l’aspetto più preoccupante dell’intera vicenda».

«Dovremmo ringraziare per anni Oliver Stone per aver fatto questo film – ha continuato la Woodley – in un linguaggio cinematografico che parlerà direttamente al pubblico più giovane. Snowden è un film che riflette sul nostro presente, cosa che forse facciamo con troppa superficialità». A questo punto Zachary Quinto, che ne film interpreta il giornalista Glenn Greenwald, è scoppiato in una fragorosa risata: «Non è divertente pensare come adesso la gente esca di casa e si raduni non per conoscersi ma per correre dietro a un Pokémon? Dovremmo seriamente riflettere sul ruolo che la tecnologia ha nelle nostre vite. Forse lasciare da parte il cellulare o il computer per qualche ora al giorno e tornare a parlare tra di noi come persone in carne e ossa migliorerebbe il nostro tempo, non solo noi stessi…».

Oliver Stone ha poi chiuso così il panel: «Sapete però cosa mi ha sorpreso maggiormente nelle mie conversazioni con Edward Snowden? In fondo è ancora ottimista. Crede ancora che la tecnologia possa essere adoperata a sostengo di concetti come libertà e democrazia…».

Snowden arriverà nelle sale italiane l’1 dicembre.

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Foto HP: Getty Images

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