La ragazza con la maglietta verde è stesa sull’erba all’ombra di un lungo gazebo. Sotto di sé ha una stuoia rosa. Il cartello dice “Qui inizia la coda per la Hall H”, e infatti dietro di lei riposano sdraiati – o seduti su seggioline di nylon pieghevoli – almeno un altro centinaio di ragazzi. L’accampamento è allegro ma ancora sonnacchioso: tra un sacchetto di patatine, un mazzo di carte e qualche rivista stropicciata, i sorrisi si sprecano come gli sbadigli. Quel che lascia perplessi è che oggi, giornata di preapertura del Comic Con di San Diego edizione 2012, nella mastodontica Hall H, quella che ospita gli eventi più importanti, non è in programma niente. Quindi la fila a che serve?

La ragazza con la maglia verde ha una lunga coda di cavallo di un nero corvino che le pende sulla schiena, quando alza un po’ la testa, mi inquadra circospetta e dice: “Siamo in fila per gli eventi di domani”. Allora la studio meglio e vedo che la stuoia rosa non è una stuoia, ma un sacco a pelo. Che dagli zaini spuntano thermos e borracce. Vedo ricambi, fornelletti, giochi in scatola.
Mettersi in coda il giorno prima, sia chiaro, non è una necessità: per questi ragazzi è un rito, un piacere. Quasi una filosofia di vita, un esempio di saggezza nerd: lo zen e l’arte di mettersi in fila. Si osserva il tempo passare, si pregusta l’avvenimento. Si risparmia una notte in ostello (prezzi da denuncia: 300 dollari nel motel più economico della downtown).

Intorno, la testa gira tra i grand hotel della baia, alberghi di super lusso con le facciate coperte dai loghi dei nuovi serial TV in arrivo tra autunno, inverno e primavera 2013: Revolution e Defiance. Tra l’Hilton Bayfront, dove vanno in scena le conferenze stampa, e il palaconferenze che è la casa del Comic-Con, c’è la sorpresa più gradita: la zona Extra targata Warner Bros, ovvero un palco che ospiterà incontri e proiezioni pubbliche, e soprattutto un parcheggio a cielo aperto in cui sono sistemate le Batmobili dei film di Burton, Schumacher e Nolan, oltre a quella mitica, con le cromature arancio, del telefilm anni ’60. (continua…)

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