Il caso cinematografico italiano del 2023 non porta il nome di un franchise o di un blockbuster americano, ma quello di C’è ancora domani, il debutto alla regia di Paola Cortellesi. Girato in bianco e nero, ambientato nella Roma del dopoguerra e con protagonista una donna, Delia, vittima di violenza domestica e silenziata da una cultura patriarcale, il film ha superato ogni previsione: oltre 36 milioni di euro al box office e una partecipazione del pubblico che ha trasformato l’opera in un fenomeno sociale. Eppure, il successo del film non si è fermato ai confini italiani. Uscito all’estero con il titolo There’s Still Tomorrow, ha suscitato l’interesse di spettatori e critici anche in altri Paesi. Ma cosa ne pensano davvero gli stranieri?
Le reazioni del pubblico internazionale, raccolte su piattaforme come Letterboxd e IMDb, mostrano un coinvolgimento autentico. Un utente scrive: «Sono seriamente colpito da quanto sia ispirata e sicura la regia per un’opera prima, con uno stile visivo che ricorda il neorealismo italiano, mescolato a molto umorismo e scelte musicali contemporanee. È un film incredibile e importante che bisogna vedere il prima possibile». In un commento molto sentito, un altro utente scrive: «Cercavo di trattenere le lacrime mentre scorrevano i titoli di coda. Le donne dell’epoca… le loro case erano prigioni, e i mariti le rinchiudevano per possederle. Ambientato nell’Italia del dopoguerra, il film rinnova lo stile neorealista con una lente moderna. È proprio per questo che funziona».
C’è poi chi sottolinea l’impatto del racconto: «Girato interamente in bianco e nero, narra il tormento di una donna negli anni Quaranta, tra gli abusi di un marito furioso, il desiderio di prendersi cura dei suoi figli, ma anche una profonda capacità di fuga; di spezzare i confini dell’epoca». Su IMDb, uno spettatore definisce il film «uno sguardo sorprendentemente concreto su un capitolo spesso dimenticato della storia» e lo considera «un risultato davvero notevole. Brava Paola». Per un altro, «per tutta la durata del film vediamo la protagonista essere picchiata. È molto bello visivamente, i personaggi sono credibili e non artefatti. Un gesto così radicale e estremo nel finale è moralmente giusto e portatore di speranza». E ancora: «è il miglior film dell’anno. La fotografia danza tra il retrò e l’avanguardia… continue sorprese».
Anche la stampa estera ha espresso valutazioni forti. The Guardian ha definito l’opera «un successo fenomenale in Italia», pur evidenziando la durezza con cui affronta la violenza domestica, i diritti di genere e la povertà nel dopoguerra. Il Washington Post ha lodato la resilienza di Delia e la rappresentazione della complicità sociale, ma ha segnalato che «cambi di tono e passaggi improbabili compromettono il realismo». Più severo The Times, secondo cui «soffre di caratterizzazioni caricaturali e tendenze melodrammatiche. Pur essendo divertente e insolito, non è il classico che si dice sia».
Nonostante le riserve di alcuni critici, C’è ancora domani insomma ha parlato anche a un pubblico straniero, che in molti casi si è riconosciuto in Delia. Le parole arrivate dall’estero testimoniano la forza narrativa e simbolica grazie alla quale ha saputo attraversare ogni frontiera.
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