Black Sea, il thriller sottomarino di Kevin MacDonald con Jude Law protagonista (leggi la nostra recensione), si è aggiudicato il Leone Nero della 24esima edizione del Courmayeur Noir in Festival. Per la prima volta nella sua storia, quest’anno è stato il pubblico del Palanoir a decidere il vincitore, esprimendo il suo giudizio alla fine di ogni proiezione. Black Sea ha avuto la meglio con l’88,4% dei voti. La premiazione si è svolta durante l’ultima serata della manifestazione, durante la quale sono stati proiettati Remember (potete guardarlo qui in esclusiva), il corto di Federico Zampaglione prodotto da Luca Argentero, Rai Cinema e Best Movie, e la nuova versione restaurata del final cut di Blade Runner di Ridley Scott, che tornerà nelle sale europee la prossima primavera

«È stata un’edizione difficile quanto bella – dicono i direttori Giorgio Gosetti e Marina Fabbri che resterà nel segno di grandi campioni del genere, da Jeffery Deaver a Carlo Lucarelli, da Dario Argento allo stesso Salvatores, fino a Gianrico Carofiglio e Roberto Costantini, trionfatori al Premio Scerbanenco. Nonostante l’alto livello della competizione cinematografica, la conferma di una vitalissima scuola italiana del noir o la rivelazione di ottimi scrittori stranieri come gli svedesi Robert Karjel e Joakim Zander, è certamente la grande serialità televisiva ad aver fatto questa volta la differenza. Su questo tema abbiamo avviato una partnership con la Scuola Holden, alle grandi serie di SKY Atlantic – da Fargo a Lilyhammer – abbiamo dedicato un posto d’onore, con Fox Crime abbiamo festeggiato dieci anni di collaborazione intensa. E alla fine, nel nome di Carlo Lucarelli, abbiamo condiviso con Sky Arte la nostra giornata conclusiva».

«Torneremo tra un anno dall’8 al 13 dicembre – prosegue Gosetti – per festeggiare i nostri 25 anni di vita, una festa per le nozze d’argento che ci auguriamo abbia ancora Courmayeur – la nostra casa d’elezione – come inimitabile palcoscenico. Torneremo con molte novità e una fisionomia profondamente rinnovata perché il nostro festival vive nel segno dei tempi e deve rinnovarsi e ringiovanire sempre. Sappiamo che il tema dei finanziamenti pubblici e degli investimenti privati rimane un tasto dolente, specie per la cultura e lo spettacolo. Ma abbiamo fiducia nella lungimiranza della politica e nell’intelligenza delle imprese. Per questo abbiamo voglia di nuove sfide e crediamo nella forza del nostro marchio di qualità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA