Criminal Minds, una delle storie più controverse del procedural potrebbe ancora non essere finita
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Criminal Minds, una delle storie più controverse del procedural potrebbe ancora non essere finita

Dopo gli eventi del finale della stagione 19, Zach Gilford ha analizzato il tormentato percorso di Elias Voit e il significato delle sue ultime scelte

Criminal Minds, una delle storie più controverse del procedural potrebbe ancora non essere finita

Dopo gli eventi del finale della stagione 19, Zach Gilford ha analizzato il tormentato percorso di Elias Voit e il significato delle sue ultime scelte

poster di criminal minds

Nel corso delle ultime stagioni di Criminal Minds: Evolution, Elias Voit ha attraversato uno dei percorsi più controversi dell’intero procedural. Presentato inizialmente come uno spietato serial killer e come il leader di una rete di assassini, il personaggio interpretato da Zach Gilford ha progressivamente iniziato a confrontarsi con il peso dei propri crimini e con le conseguenze della sua eredità.

Nella stagione 19, Voit ha cercato di mettere le proprie conoscenze al servizio della BAU, pur sapendo che nessuna collaborazione con l’FBI avrebbe potuto cancellare quanto commesso. A complicare ulteriormente il suo percorso è stato l’arrivo di James Crowley, conosciuto come The Fan, un uomo ossessionato dalla figura di Sicarius e deciso a dimostrarsi degno del proprio idolo.

Gilford ha raccontato a Collider di aver particolarmente apprezzato il confronto con Justin Kirk, interprete di Crowley. I due attori avrebbero scelto di non preparare eccessivamente la loro dinamica, preferendo trovare direttamente sul set la tensione tra i personaggi.

«Mi piace arrivare sul set e vedere cosa riusciamo a trovare», ha spiegato Gilford, sottolineando come l’imprevedibilità delle scelte del collega lo abbia aiutato a rendere più autentiche le reazioni di Voit.

Nel finale della stagione 19, Voit decide di fuggire per salvare sua figlia. Secondo Gilford, in quel momento il personaggio è talmente concentrato sulla sua famiglia da non preoccuparsi della propria sopravvivenza o delle conseguenze che dovrà affrontare.

Voit avrebbe già dimostrato di non temere particolarmente la morte, soprattutto da quando ha iniziato a convivere con una coscienza e con il rimorso per il male provocato. La fuga non nasce quindi dal desiderio di essere libero, ma dalla convinzione di dover proteggere la figlia a qualunque costo.

La ragazza finisce inoltre per uccidere The Fan per legittima difesa, facendo emergere la paura più profonda del padre: averle trasmesso la propria oscurità. Voit ha sempre considerato i figli come la dimostrazione di poter generare qualcosa di diverso da sé. La possibilità che sua figlia possa diventare simile a lui rappresenterebbe dunque la conseguenza peggiore dei suoi crimini.

Dopo il finale, Zach Gilford ha chiarito che Elias Voit non apparirà nella stagione 20 di Criminal Minds: Evolution. La sua assenza, tuttavia, potrebbe non rappresentare un addio definitivo.

«So che non tornerò nella stagione 20, ma non si può mai sapere», ha dichiarato l’attore. Al momento, la produzione non avrebbe discusso con lui un possibile ritorno, ma Gilford spera che la storia di Voit non si concluda semplicemente con il personaggio rinchiuso in una cella e dimenticato.

Il fatto che gli autori abbiano scelto di non ucciderlo potrebbe infatti lasciare aperta una possibilità per il futuro. Qualora la storia trovasse un motivo convincente per riportarlo in scena, Voit potrebbe tornare a incrociare il cammino della BAU. La stagione 20 dovrà quindi fare a meno di lui, ma una delle vicende più controverse del procedural potrebbe ancora non essere davvero finita.

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