Da Bruno Bozzetto a Zerocalcare: Generazioni Fumetto a confronto al Best Movie Comics and Games 2025
whatsapp

Da Bruno Bozzetto a Zerocalcare: Generazioni Fumetto a confronto al Best Movie Comics and Games 2025

Super panel di autori dopo l'anteprima del documentario diretto da Omar Rashid: al maestro di West and Soda è stato consegnato anche il Best Movie ICON Award

Da Bruno Bozzetto a Zerocalcare: Generazioni Fumetto a confronto al Best Movie Comics and Games 2025

Super panel di autori dopo l'anteprima del documentario diretto da Omar Rashid: al maestro di West and Soda è stato consegnato anche il Best Movie ICON Award

best movie comics and games panel generazione fumetto

Il Best Movie Comics and Games 2025 è iniziato! Il programma di sabato 7 giugno 2025 parte da un’anteprima che unisce il mondo del cinema e del fumetto: il documentario Generazione fumetto diretto da Omar Rashid ha messo insieme sette grandi protagonisti italiani, la maggior parte dei quali sono saliti sul palco del Main Stage per raccontare la loro esperienza e anche la loro visione del futuro, tra nuove leve e intelligenza artificiale. A parlarne Zerocalcare, Sara Pichelli (creatrice di Miles Morales), Maicol & Mirko, Giacomo Bevilacqua (A Panda Piace), Leo Ortolani, Roberto Recchioni e un ospite a sorpresa: Gabriele Mainetti, regista dei “cinecomic” italiani Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out.

«È stato un lavoro di tanta ricerca – ha detto Omar Rashid – Ho cercato di relazionarmi al linguaggio del fumetto anche nella struttura del documentario, di vivermela in maniera libera e di richiamare degli elementi e trovate in quel tipo di medium, spero di esserci riuscito». Il film è prodotto da Valmyn di Alessandro Tiberio in collaborazione con Lucca Comics & Games e potete vederne qui il trailer ufficiale.

Ma i sette «Avengers» del fumetto italiano, si sentono davvero parte di un’unica generazione? «Il fumettista è il lavoro più solitario dell’universo – ha detto Maicol & Mirko – Non si è mai creato un vero e proprio gruppo, eravamo dei pirati. A posteriori lo siamo, siamo una generazione di persone che hanno sdoganato un linguaggio». Zerocalcare, invece, ha raccontato di sentirsi un caso a parte nel panorama: «Ho avuto un percorso laterale, mi sono sentito abusivo nel mondo del fumetto. Un pezzo di quella generazione, come Maicol, che pensava che non avrebbe mai campato di fumetto, persone che non pensavano di poter essere assorbite dal mercato, ma poi è cambiato proprio il mercato». Per Bevilacqua, più che l’età a metterli insieme è stato altro: «Siamo la prima cui la digitalizzazione ha cambiato la vita professionale, è oggettivo». Un autore come Roberto Recchioni che appartiene alla generazione precedente, invece, li ha visti arrivare da lontano: «Li ho percepiti come la nuova ondata, sono quelli che ci uccideranno – ha ironizzato, al fianco di Leo Ortolani – Poi cresci e capisci che anche i ‘nemici’ compongono quel tempo. Questo è il loro tempo».

Ma quale sarà, appunto, la prossima generazione? Ironie a parte (per Bevilacqua «Dopo di noi il fumetto è morto, siamo gli ultimi») gli ospiti del panel del Best Movie Comics and Games sono concordi che il linguaggio sta cambiando: «Con GigaCiao da editore sto vedendo molte cose nuove: il fumetto sta cambiando, la nuova generazione non sembra concentrarsi solo sul fumetto, c’è una contaminazione forte dal video» ha aggiunto l’autore di A Panda Piace. «Sicuramente i nuovi autori si trovano la strada spianata, tracciata da loro, la grossa rivoluzione del digitale ha avuto un impatto. Per i nuovi… porteranno qualcosa di ancora più diverso, un ibridazione col digitale» ha aggiunto Omar Rashid. E se loro sono gli Avengers, ha sintetizzato Ortolani, i prossimi in lista saranno i Thunderbolts del fumetto.

C’è una preoccupazione nell’aria, però: l’avvento dell’intelligenza artificiale. «Gli autori che salteranno fuori dovranno farlo alla svelta: l’AI impedirà alle persone di farsi le ossa, a un giovane autore di sbagliare, la roba media la farà una macchina» ha sottolineato Zerocalcare. Una timore condiviso anche da Sara Pichelli, che ha lavorato con Marvel e le grandi major americane: «Per me al momento non fa bene all’arte e agli artisti. Esempio concreto: quando ho scoperto che i background di Sandman sono fatti con Midjourney sono morto dentro. Ho pensato a quegli artisti che avrebbero potuto contribuire. Sicuramente è uno strumento per il cinema, ma non ci siamo. Sono estremamente pessimista e spaventata». Diverso invece il parere di un regista come Gabriele Mainetti, che trae molta ispirazione dalla sua passione per i fumetti: «Credo sia inquietante, ma anche affascinante. La soluzione forse è emanciparsi da un processo omologante, per uno sguardo unico e autentico. Il problema di oggi è avere tutto e subito, non si può: bisogna soffrire e faticare, in quel processo identitario si arriva a qualcosa di unico».

Presente, futuro, ma anche passato al Best Movie Comics and Games, perché al termine del panel dedicato a questa Generazione Fumetto è salito sul palco Simone Tempia (Vita con Llyod) per consegnare il Best Movie ICON Award al maestro Bruno Bozzetto, il cui lavoro da fumettista e regista ha ispirato diverse generazioni di autori. «È la persona più incredibile e grata a chi ha lavorato con lui che abbia mai conosciuto, ha segnato la storia di buona parte delle persone qui presenti» ha detto.

Felice per il premio, il regista di West and Soda, ha però invitato a premiare le nuove generazioni, non lui per «cose che ho fatto 100 anni fa!». Sul nuovo che avanza, ha detto: «Li guardo e li ammiro, fanno cose che mi stupiscono. Tutto procede bene, tutte queste tecnologie usate mi affascinano molto, sono tutte cose nuove che danno grandissime possibilità. Il problema è che dobbiamo essere noi a gestirle, spesso siamo gestiti da loro. Se ho un mezzo che mi fa risparmiare tempo e mi permette di esprimermi meglio, ben venga. Ma deve comunicare esattamente quello che ho in mente, se non arrivo a quello non mi serve a nulla».

Bozzetto, dopo aver ricordato che il momento più caro della sua vita artistica è stato probabilmente la chiamata dall’Academy per la nomination agli Oscar (per Cavallette, nel 1991), ha voluto lanciare il suo messaggio alle nuove generazioni fumetto: «Avete tanti mezzi, potete raggiungere pubblici diversi grazie ai social, la possibilità di sperimentare è a portata di mano. Le nuove tecnologie hanno un grande vantaggio, perché mentre si lavora si va a scuola. Serve a capire gli errori, a migliorare». E giù di applausi, per una vera icona italiana.

Potete scoprire il programma completo del Best Movie Comics and Games e acquistare i biglietti online sul sito ufficiale dell’evento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA