Non avrà vinto nelle categorie più prestigiose, ma Wes Anderson, da quest’anno, si è meritato un posto nell’olimpo dell’Academy con il suo The Grand Budapest Hotel.
Non che ci fossero dubbi: il regista è celebrato ormai da diverso tempo negli ambienti del cinema, e non solo in quello indipendente, con una fama che spinge molti attori a tornare sul set insieme a lui: Adrien Brody, Bill Murray, Tilda Swinton, Owen Wilson...
Di Wes Anderson colpiscono da subito il rigore dell’inquadratura e la precisione geometrica, evidenti tanto nella disposizione degli oggetti sulla scena, tanto nei movimenti di macchina. Impossibile non accorgersi di questa inconfondibile marca di stile del regista, traccia che ritorna, insieme a un’indulgenza verso personaggi drop out, cattivi che non sono cattivi davvero.
Ma nel caso non fosse pienamente chiaro quanto la linea retta, il carrello e la simmetria siano i tratti costitutivi dei suoi film, il British Film Institute ha pensato di tratteggiare alcune inquadrature celebri di pellicole come Fantastic Mr. Fox, Rushmore, The Grand Budapest Hotel e Moonrise Kingdom per mettere in luce la precisione meticolosa e il dettaglio con cui Anderson sviluppa il quadro.
Fonte: The Verge
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