Dakota Johnson: «Nudo è bello»
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Dakota Johnson: «Nudo è bello»

Faccia a faccia con la Anastasia del grande schermo, che tra latex e frustini ha dato una scossa a Hollywood e che oggi, con la saga di 50 sfumature in dirittura d’arrivo, torna a celebrare la bellezza del corpo femminile e lancia un messaggio alle altre donne: non vergognatevi di voi

Dakota Johnson: «Nudo è bello»

Faccia a faccia con la Anastasia del grande schermo, che tra latex e frustini ha dato una scossa a Hollywood e che oggi, con la saga di 50 sfumature in dirittura d’arrivo, torna a celebrare la bellezza del corpo femminile e lancia un messaggio alle altre donne: non vergognatevi di voi

Figlia (e nipote) d’arte, eppure sarebbe ingeneroso definirla solo attraverso le sue parentele: nel mondo del cinema dal 1999, quando ad appena nove anni recitò a fianco della madre Melanie Griffith in Pazzi in Alabama, Dakota Johnson è diventata nel giro di neanche un decennio una delle attrici più richieste a Hollywood. Dopo il suo “vero” debutto (nel 2010, con una particina in The Social Network) ha già recitato a fianco di Johnny Depp in Black Mass, lavorato due volte con il nostro Luca Guadagnino per A Bigger Splash e l’imminente remake di Suspiria, e soprattutto, ovviamente, è diventata Anastasia Steele nella saga di 50 sfumature. Che ora, a tre anni dal debutto nei cinema, arriva alla conclusione di un percorso iniziato con il sadomasochismo e conclusosi con un matrimonio…

Il viaggio di Anastasia è iniziato ormai tre anni fa, con 50 sfumature di grigio. Dov’è arrivata oggi, e come proseguirà il suo percorso?

«È la cosa che mi ha intrigato di più quando mi hanno proposto la trilogia: seguire un personaggio per tre film, non uno solo. Nel primo abbiamo messo le basi per raccontare la storia e abbiamo presentato i personaggi, raccontato al pubblico chi sono e cosa fanno. Il secondo spiegava prima di tutto l’arco narrativo di Anastasia in quanto donna, il suo viaggio sessuale e i suoi sforzi per capire chi è davvero e che cosa le piace, sforzi compiuti insieme a quest’altra persona che invece è sicura di sé, con obiettivi molto precisi. In questo terzo capitolo, invece, Anastasia si deve adattare sia alla nuova vita matrimoniale, sia allo stile di vita del marito e alla sua natura oppressiva; è prima di tutto un film sui dettagli, quelli che definiscono la relazione tra Anastasia e Christian».

Che differenze ci sono tra lavorare con una regista donna (Sam Taylor-Johnson, che ha diretto il primo film) e con un uomo (James Foley, dietro la macchina da presa per il secondo e terzo capitolo)?

«Sono due esperienze completamente diverse, ma entrambi hanno fatto un lavoro incredibile. È stato illuminante scoprire quanto è diverso lavorare con un uomo o con una donna per materiale del genere; credo anche che Sam fosse la persona perfetta per il primo capitolo, e che per gli altri due James sia stata la scelta giusta. Questo terzo film in particolare è molto saturo, pieno di suspense, quasi un thriller».

In questo terzo capitolo Anastasia scopre molti segreti di Christian, in particolare relativi al suo passato: significa che alla fine lo amerà di più?

«Sì, credo che conoscere il passato di una persona sia importante per capirla e per comprendere le sue decisioni e i suoi comportamenti. Tutto quello che Ana sperava di ottenere da Christian è un po’ di onestà sul suo passato, e quando finalmente lui si apre e comincia a confidarsi lei può capire il perché di certe sue scelte e della strada che ha intrapreso nella vita». […]

L’intervista completa è pubblicata su Best Movie di febbraio, in edicola dal

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