Daniel Radcliffe: ecco perché non interpreterà di nuovo Harry Potter
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Daniel Radcliffe: ecco perché non interpreterà di nuovo Harry Potter

L'attore inglese ha spiegato perché non tornerebbe a recitare il mago occhialuto in Animali fantastici e dove trovarli

Daniel Radcliffe: ecco perché non interpreterà di nuovo Harry Potter

L'attore inglese ha spiegato perché non tornerebbe a recitare il mago occhialuto in Animali fantastici e dove trovarli

Daniel Radcliffe Harry Potter

Daniel Radcliffe continua la sua fuga da Hogwarts con il film Escape from Pretoria, un prison drama molto realistico ben diverso dalle atmosfere fantasy di Harry Potter.
Il film uscirà il 6 marzo negli States e vede il giovane attore nei panni di Tim Jenkin, un attivista anti-apartheid messo in galera in Sud Africa per aver diffuso dei volantini politici contro il governo razzista. Condannato ingiustamente a 12 anni dietro le sbarre, Jenkin elabora un ingegnoso piano di fuga dal carcere.

Radcliffe ha parlato con il magazine Variety della sua carriera e del perché non riprenderà sicuramente a breve il ruolo di Harry Potter. 

Ecco cosa gli hanno chiesto:
Torneresti nei panni di Harry Potter nella saga Animali fantastici e dove trovarli?
«Non penso proprio. Non mi piace rifiutare, ma è qualcosa che non ho fretta di fare. Quei film sono andati avanti e stanno facendo bene senza di noi. Mi piace la mia vita di adesso. Non dico che non farò mai più parte di nessun franchise, ma mi piace l’elasticità della mia carriera oggi. E non voglio mettermi in una situazione in cui sono legato con un contratto a una serie per gli anni a venire».

Ci sono parecchi articoli che parlano delle strane scelte di carriera che hai fatto da quando hai finito la saga di Harry Potter. Film molto particolari come Horns e Swiss Army Man. Ti ci ritrovi in quelle caratterizzazioni?
«Accetto l’etichetta che “non c’è niente che io eviti”. Ma non crediate neppure che io sia quello che “sta cercando le cose più strane là fuori.” Non ho voluto progetti strani per il puro gusto di farlo. Swiss Army Man era molto particolare perché parla di un cadavere che fa scoregge che torna alla vita, e non è sicuramente un film per tutti. E allo stesso tempo è incredibilmente intelligente e ha qualcosa di bello da dire sull’essere umano. Ho fatto Guns Akimbo, dove ho delle pistole bullonate alle mie mani, ma ho fatto anche Escape From Pretoria, che è veramente radicato nella realtà. Penso che le persone si siano abituate a vedermi  nello stesso ruolo per così tanto tempo che adesso rimangono straniti dal fatto che io faccia parti così diverse e particolari». 

Foto: Getty Images

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