Da mesi, qualsiasi discorso sulla serie HBO di Harry Potter finisce inevitabilmente nello stesso punto: l’ombra lunga dei film. È un riflesso automatico, quasi inevitabile, perché l’iconicità della saga cinematografica e dei suoi volti è diventata un riferimento generazionale. Ma proprio mentre il nuovo progetto prova a costruire una propria identità, c’è chi teme che il confronto continuo rischi di trasformarsi in un fardello, soprattutto per chi eredita personaggi così amati. Ed è qui che Daniel Radcliffe ha deciso di intervenire, alzando la voce in difesa dei nuovi ragazzi chiamati a indossare – ancora una volta – quegli ingombranti mantelli.
In un’intervista video con ScreenRant, l’attore ha invitato la stampa (e, in generale, il pubblico) a cambiare prospettiva e a non trascinare il nuovo cast dentro un paragone costante con lui, Emma Watson e Rupert Grint. Radcliffe ha spiegato che online si è diffusa l’idea che sia necessario “proteggere” i giovani interpreti, ma ha anche chiarito cosa significhi davvero, secondo lui, farlo: «Quando questi ragazzi sono stati scelti, su internet c’era tutta una cosa del tipo: “Dobbiamo prenderci cura di questi ragazzi!” Se davvero lo intendete, allora una delle cose che potete fare è non chiedere sempre di noi – me, Emma e Rupert – continuamente». Il punto, per Radcliffe, è semplice e anche molto concreto: lasciare che questa nuova generazione abbia spazio per respirare, sbagliare, crescere e divertirsi senza la sensazione di avere addosso presenze ingombranti.
Il suo appello si fa ancora più diretto quando parla del rischio di diventare un’ombra “di ritorno”, sempre presente nelle domande e nelle aspettative: «Vorrei non essere strani fantasmi spettrali nella vita di questi bambini. Lasciateli andare avanti, sarà una cosa nuova, diversa. Sono sicuro che Dominic sarà migliore di me». Dominic McLaughlin, infatti, è il nuovo Harry Potter nella serie, affiancato da Arabella Stanton come Hermione e Alastair Stout come Ron: tre nomi destinati a finire sotto i riflettori, e non sempre per ragioni semplici.
Radcliffe, però, non si è limitato alle parole. Già lo scorso anno aveva rivelato di aver scritto a McLaughlin dopo il casting, con un messaggio che suona come un passaggio di testimone senza nostalgia tossica: «Spero che tu ti diverta tantissimo, e che tu ti diverta ancora più di quanto mi sia divertito io — io mi sono divertito molto, ma spero che tu ti diverta ancora di più». E, guardando le immagini dei nuovi protagonisti, l’attore ha confessato un istinto quasi protettivo: «Vedo queste foto di lui e degli altri ragazzi e voglio solo abbracciarli. Sembrano così giovani».
In un momento in cui ogni dettaglio sulla serie viene misurato col righello dei ricordi, la “levata di scudi” di Radcliffe suona come un promemoria: il nuovo Harry Potter avrà senso solo se gli verrà concesso di essere davvero nuovo. E forse, per una volta, la magia più difficile sarà proprio imparare a non confrontare.
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