Dopo mesi di trailer, foto, clip e featurette, è finalmente giunto il momento e Dark Shadows, il nuovo attesissimo film di Tim Burton è pronto a uscire in sala (domani), sia da noi che negli Usa. Eppure non ci ha convinto fino in fondo. Volete sapere perché? Leggete la nostra recensione in cui spieghiamo come mai il mito di Burton ultimamente è un po’ offuscato e perché Dark Shadows, pur essendo godibile non è all’altezza di pregiati precedenti come Edward mani di forbice.
Qui sotto uno stralcio della recensione scritto da Marita Toniolo, caporedattrice di Best Movie:
«Fino a Big Fish, con una piccola eccezione per La sposa cadavere, la notizia dell’arrivo di un film di Tim Burton sul grande schermo era una garanzia. Era chiaro che vi si sarebbero trovati, immersi in un universo gotico popolato delle più inventive creature che si potessero immaginare, personaggi emarginati e sofferti come Edward mani di forbice o come Jack Skeletron, con cui condividere complessi e sentimenti di emarginazione. Avevamo la certezza che in quel weird weird world ci saremmo sentiti empatici e inteneriti dai protagonisti, che avremmo sofferto per loro, che il cuore ci si sarebbe gonfiato di tenerezza e stupore (per questo riponiamo tutte le nostre fiducie in Frankenweenie).
Da La fabbrica di cioccolato in poi, con un apice catastrofico nella parentesi-Disney Alice in Wonderland, di fronte a un nuovo titolo burtoniano sappiamo già che ci imbatteremo in uno scenario magniloquente di belle immagini e personaggi freak e disfunzionali vari, verso cui, però, difficilmente proveremo un’autentica partecipazione emotiva.
Non fa eccezione al discorso l’ultimo suo film, Dark Shadows, nato dalla passione di regista e attore protagonista (il solito istrionico Johnny Depp alle prese con uno dei suoi personaggi culto dell’infanzia) per il vampiro Barnabas Collins, star di una serie tv fine anni ‘60 interpretata dal recentemente scomparso Jonathan Fry». […]

