Dave Bautista è Kratos in God of War: scelta giusta?
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Dave Bautista sarà Kratos in God of War: è davvero la scelta giusta per la serie Prime Video?

L'ex star Marvel sostituirà Ryan Hurst nei panni del Dio della Guerra. Un azzardo? Età, carriera e fisicità raccontano un attore forse più adatto di quanto sembri

Dave Bautista sarà Kratos in God of War: è davvero la scelta giusta per la serie Prime Video?

L'ex star Marvel sostituirà Ryan Hurst nei panni del Dio della Guerra. Un azzardo? Età, carriera e fisicità raccontano un attore forse più adatto di quanto sembri

dave bautista e kratos

I rumor delle ultime settimane hanno trovato conferma: Dave Bautista sarà Kratos nella serie televisiva di God of War prodotta da Prime Video, prendendo il posto di Ryan Hurst, costretto a lasciare il ruolo dopo l’infortunio al bicipite subito sul set. Una sostituzione importante, soprattutto perché le riprese erano già iniziate e le scene con Hurst dovranno essere rigirate.

La conferma ufficiale ha inevitabilmente riaperto il dibattito sul casting di uno dei personaggi più iconici della storia dei videogiochi. Bautista ha sicuramente la presenza fisica necessaria, ma negli ultimi anni ha perso molta della massa muscolare che lo aveva reso famoso ai tempi della WWE. Eppure, guardando alla versione di Kratos che la serie sembra intenzionata a raccontare, la scelta potrebbe essere decisamente più sensata di quanto suggerisca una prima impressione.

Quale Kratos vedremo nella serie di God of War?

Il punto fondamentale è capire quale versione di Kratos dovrà interpretare Bautista. La serie non partirà infatti dalle origini greche del personaggio, dominate da rabbia, vendetta e massacri, ma seguirà la storia dei più recenti God of War e God of War Ragnarök. Qui Kratos è profondamente diverso dall’eroe furioso della prima trilogia. È un uomo – o meglio, un dio – invecchiato, stanco e segnato da secoli di violenza. Vive lontano dal mondo insieme al figlio Atreus e cerca disperatamente di non ripetere gli errori del passato.

Il cuore del personaggio non è più soltanto la forza, ma il controllo. Kratos parla poco, trattiene continuamente le proprie emozioni e sembra portare fisicamente il peso di tutto ciò che ha fatto. La sua imponenza rimane fondamentale, ma deve convivere con una dimensione molto più malinconica e crepuscolare. Da questo punto di vista, Bautista parte con un vantaggio evidente.

Bautista ha l’età giusta per il Kratos di Ragnarök

Dave Bautista ha 57 anni, un’età che apparentemente potrebbe sembrare avanzata per il protagonista di una grande produzione action. In realtà è proprio questo elemento a renderlo interessante per il Kratos nordico. Il personaggio di Ragnarök non deve apparire giovane. Deve dare la sensazione di essere sopravvissuto a un’intera vita di guerre e tragedie. Bautista possiede oggi un volto più scavato rispetto agli anni da wrestler, rughe evidenti e una fisicità meno esplosiva ma più pesante. È proprio il genere di presenza che può funzionare per un Kratos che deve sembrare vecchio senza mai apparire fragile.

Lo sfortunato Ryan Hurst, peraltro, sembrava fisicamente molto adatto alla parte. Le immagini diffuse dopo il suo addio hanno mostrato una preparazione atletica notevole. Il problema era stato soprattutto la prima foto promozionale, criticata da molti fan per un trucco e una caratterizzazione giudicati troppo “posticci”, quasi da cosplay. La lezione per Bautista sarà quindi chiara: non basta replicare il modello digitale. Kratos dovrà sembrare una persona reale.

La carriera tra Blade Runner 2049 a Knock at the Cabin

Ridurre Bautista alla sua carriera nella WWE sarebbe ormai profondamente ingiusto. Negli ultimi dieci anni ha costruito una filmografia sorprendentemente coerente, cercando ruoli capaci di sfruttare la sua fisicità senza esserne completamente dominati. Il punto di svolta è probabilmente Sapper Morton in Blade Runner 2049. Bautista compare per pochi minuti, ma Denis Villeneuve utilizza il contrasto tra il suo corpo gigantesco e una recitazione quieta, rassegnata e malinconica. Sapper potrebbe distruggere chiunque abbia davanti, ma sembra soprattutto un uomo stanco di combattere. È un meccanismo sorprendentemente vicino al Kratos moderno.

In Dune e Dune: Parte Due, Bautista mostra invece l’altro lato della medaglia attraverso Glossu Rabban: brutalità, paura, rabbia e violenza animalesca. In Army of the Dead interpreta un combattente traumatizzato alle prese con il difficile rapporto con la figlia, mentre Glass Onion dimostra quanto sappia anche prendere le distanze dalla propria immagine di macho.

Ma il ruolo forse più significativo in prospettiva God of War è Leonard in Knock at the Cabin, l’intrigante film apocalittico di M. Night Shyamalan. Bautista interpreta un uomo fisicamente intimidatorio utilizzando una voce bassa, gesti delicati e un’insospettabile vulnerabilità. È la dimostrazione più evidente di una delle sue qualità migliori: saper recitare contro il proprio corpo.

Intensità e volto sembrano perfetti, il dubbio resta il fisico

È qui che Bautista può diventare un Kratos molto convincente. Il volto, oggi, sembra quasi costruito per il personaggio: cranio marcato, lineamenti duri, sguardo profondo e una naturale capacità di comunicare stanchezza e minaccia senza bisogno di grandi gesti. Anche dal punto di vista attoriale possiede ormai gli strumenti giusti. Bautista è particolarmente efficace nei silenzi, nelle emozioni trattenute e nei personaggi che cercano di contenere una violenza sempre pronta a riemergere. Esattamente ciò che serve per raccontare il rapporto tra Kratos e Atreus.

Il vero interrogativo resta il physique du rôle. Negli ultimi anni Bautista ha deliberatamente perso una quantità significativa di massa rispetto ai tempi in cui era “The Animal” nella WWE. Oggi è molto più asciutto e lui stesso ha spiegato di preferire questa forma perché più funzionale alla carriera da attore. Per Kratos dovrà probabilmente recuperare parte di quella massa, soprattutto su spalle, torace e braccia. Ma sarebbe un errore pretendere il Bautista da 130 chili degli anni Duemila. Il Kratos di Ragnarök non deve sembrare un bodybuilder dipinto di bianco, ma più un vecchio guerriero ancora terrificante, consumato dal tempo ma capace di sprigionare una forza disumana.

Ed è proprio per questo che Bautista, a 57 anni e con una carriera costruita sempre più sulla sottrazione, potrebbe essere una scelta sorprendentemente azzeccata. Il problema non sarà convincerci che può combattere contro un dio: sarà convincerci che Kratos, nonostante tutto, sta ancora cercando di diventare un uomo.

Leggi anche: La serie di God of War rivoluziona il cast: dopo Kratos arrivano altri due recasting

Foto: Mathew Tsang/GC Images – Prime Video

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