Sono stati annunciati i primi riconoscimenti dei David di Donatello 2026: il premio per il Miglior Film Internazionale va a One Battle After Another (Una battaglia dopo l’altra), diretto da Paul Thomas Anderson, mentre il David dello Spettatore è stato assegnato a Buen Camino di Gennaro Nunziante, con protagonista Checco Zalone.
Il riconoscimento per il Miglior Film Internazionale premia una delle opere più acclamate della stagione cinematografica. Distribuito in Italia da Warner Bros. Entertainment Italia, il film vede protagonista Leonardo DiCaprio nei panni di un ex rivoluzionario segnato dal passato, costretto a confrontarsi con i propri errori quando la figlia scompare e un vecchio nemico, interpretato da Sean Penn, riemerge dopo anni. Una storia intensa che unisce dimensione personale e tensione politica, già premiata a livello internazionale con numerosi riconoscimenti, tra cui 6 Premi Oscar.
Nella cinquina dei candidati figuravano anche Io sono ancora qui di Walter Salles, La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, The Brutalist di Brady Corbet e Un semplice incidente di Jafar Panahi, a conferma di una selezione particolarmente ricca e variegata, che ha estrapolato i titoli di maggior rilievo degli scorsi Festival di Cannes e Mostra del Cinema di Venezia.
Accanto al riconoscimento internazionale, è stato annunciato anche il David dello Spettatore, assegnato al film italiano che ha registrato il maggior numero di presenze in sala entro il 28 febbraio 2026. A conquistarlo è Buen Camino, scritto da Luca Medici e Gennaro Nunziante, che ha superato i 9,5 milioni di spettatori, confermandosi come uno dei maggiori successi al botteghino dell’ultima stagione.
I premi saranno consegnati nel corso della cerimonia in programma il 6 maggio, in diretta dagli studi di Cinecittà su Rai 1, con la conduzione di Flavio Insinna e Bianca Balti. La serata sarà trasmessa anche su Rai Radio2 e disponibile su RaiPlay.
Tra gli altri riconoscimenti già annunciati figurano il Premio alla Carriera a Gianni Amelio, il David Speciale a Bruno Bozzetto e il Premio Speciale Cinecittà a Vittorio Storaro.
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