David Garrett, un diavolo di violinista che racconta sul grande schermo la vita di Niccolò Paganini
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David Garrett, un diavolo di violinista che racconta sul grande schermo la vita di Niccolò Paganini

Protagonista de Il violinista del diavolo, in uscita in Italia il 27 febbraio, il violinista di fama internazionale ci ha parlato del suo primo ruolo d’attore al cinema

David Garrett, un diavolo di violinista che racconta sul grande schermo la vita di Niccolò Paganini

Protagonista de Il violinista del diavolo, in uscita in Italia il 27 febbraio, il violinista di fama internazionale ci ha parlato del suo primo ruolo d’attore al cinema

David Garrett è una rockstar anche se suona musica classica. Specializzato in crossover, è anche presente nei Guinness dei primati per la più veloce esecuzione de Il volo del calabrone al mondo. Non capita spesso, prima di un proiezione, che il protagonista (e produttore esecutivo del film) si presenti in sala e introduca la sua opera suonando Paganini con il suo stradivari. Abituato ad interagire con il pubblico confessa da subito di non essere un attore ma di aver deciso di prendere parte al progetto per rendere omaggio con la sua musica al più grande violinista di tutti i tempi.  Tra una nota e l’altra ecco cosa ci ha raccontato:

Da noi si dice pagani i non ripete, tu nel film concedi un bis, forse per amore, al di la di questo bis perché hai scelto di interpretare il grande Paganini?
David Garrett:
«Se scegli di suonare il violino devi confrontarti con lui, che in qualche modo ti fa testare le tue capacità tecniche. Da duecento anni provi a confrontarti con il suo virtuosismo tecnico, nessuno ha scritto cose come lui, difficili come le sue, era un genio assoluto».

Quanto della storia del Maestro nel film è vera e quanto è mitologia?
DG:
«Ce ne sono molte di storie legate alla mitologia di Paganini, in ogni biografia riscontri cose diverse, questo perché non ha mai raccontato molto della sua vita, il che è risultat una pubblicità piuttosto efficace, perchè meno ne parli più se ne parla di te. C’è tantissimo che si basa sul sentito dire. Nel film abbiamo lavorato su delle buone biografie, corrispondenti alla realtà abbiamoanche giocato sul mistero che avvolge la sua figura. Volevamo essere realistici senza però spezzare l’aurea del mito».

Paganini ha suonato il violino in modo diverso allepoca. Sarebbe rivoluzionario anche adesso?
DG:
 «Lui ha effettivamente inventato moltissime cose, è stato incredibilmente innovativo, ad esempio nel pizzicare le corde, o altre tecniche sono state introdotte da lui, e sarebbe rivoluzionario anche oggi giorno. E come se avesse inventato una Ferrari duecento anni fa, perfetta così come oggi».

Paganini è paragonabile a Jimmy Hendrix, serve quindi la formula sesso, droga e rock and roll per diventare un mito?
DG:
«Lui nel film prende delle sostanze ma a quel tempo c’era tanta sifilide e la medicina non era avanzata come oggi, davano loro il QuickSilver, cioè il mercurio, per curare la sifilide ma con tutti gli effetti collaterali di una malattia incurabile. Lui non voleva sballarsi ma perché curavano la sifilide così e diventavi drogato della stessa medicina tanto da non poterne fare a meno. Ma si divertiva e godeva la vita perché alla fine non ha preso la sifilide facendo allenamento… Non lo sto difendendo, bisogna godere di quello che si fa. Lartista vive grandi gioie e grande stress, ma se non danneggi gli altri e i risultati artistici non sono inficiati puoi fare quello che vuoi».

Tu ti senti un po il Jimmy Hendrix del crossover?
DG: «No io mi considero un musicista classico, perchè la mia casa è la musica classica, è ciò che amo. Anche se ami casa però ogni tanto ti prendi una vacanza, e ci divertiamo in vacanza e quando torni a lapprezzi ancora di più. Sono entrambe necessarie e completano quello che voglio fare, quando tu suoni, suoni per un pubblico. Ogni genere musicale funziona e devi interessare e fare uno sforzo per creare un audience. Non faccio cose nuove, io arrangio musica preesistente, e questa è la mia versione. Come faceva Paganini. Il crossover avvicina nuovo pubblico perché integra elementi classici con un pubblico nuovo. Persone giovani che vanno a sentire musica classica per me è una vera vittoria».

Se volete farvi un idea del talento e dei crossover di David Garrett ecco un video del suo arrangiamento di Viva la Vida dei Coldplay

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