Restare fedeli alla propria natura: pare essere questa la parola d’ordine della saga di Deadpool. Parliamo di saga perché il sequel del film che oggi sbarca nelle sale italiane (leggi la nostra recensione) è già stato confermato e Rhett Reese e Paul Wernick, gli sceneggiatori del cinecomic di Tim Miller, ne hanno parlato durante un’intervista a Collider. «Non vogliamo fare un film da 150 milioni di dollari, siamo felici di restare dentro il nostro range». Deadpool è costato 58 milioni di dollari (e al debutto negli States ne ha incassati 150) e il team creativo non ha alcuna intenzione di realizzare un secondo capitolo più costoso.
Una scelta che la dice lunga sul percorso del supereroe al cinema, soprattutto se confrontato con quello dei suoi colleghi X-Men o Avengers, film dai budget decisamente più elevati. E proprio verso i Vendicatori, Reese e Wernick sparano una frase che sa di frecciatina: «Deadpool non solleva intere città per aria, né combatte alieni che invadono la Terra. Questo non è lui». Come dire: “che siano gli altri a spendere centinaia di milioni di dollari, a noi non serve”.
È un messaggio estendibile a tutto il genere dei cinecomic: serve un cambiamento di direzione e Deadpool è pronto a fare da guida. Resta però la curiosità di sapere se e quando lo vedremo in azione con i mutanti di Charles Xavier: «Il problema sono le timeline – spiegano i due scrittori -. Finché si tratta di utilizzare Colossus o Testata Mutante Negasonica, che è un personaggio minore, è un conto. Ma per qualcosa di più ampio ci servono delle linee guida perché far coincidere le strade».
Fonte: Collider
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