Demon Slayer: Infinity Castle sta conquistando il mondo a suon di primati battuti e pubblico portato in sala continuando a certificare un successo raramente visto in precedenza nell’industria degli anime. Nonostante la sua corsa da record, alcuni fan sono rimasti tuttavia piuttosto critici nei confronti di alcune scelte di scrittura del film.
In particolare, a molti non sarebbe andata giù un particolare elemento, ovvero l’urlo di Tanjiro che fa risuonare il nome di Akaza invece di tagliargli immediatamente la testa. Per quanto strano possa sembrare, si tratta di una scelta di scrittura volontaria e ponderata che sottolinea una volta di più quanto il personaggio di Tanjiro sia rimasto coerente per tutta la storia di Demon Slayer. Uno sguardo più approfondito ci rivela infatti che, quello che potrebbe essere considerato un “errore”, ha in realtà perfettamente senso.
Nonostante tutto, il personaggio non riesce a colpire Akaza di sorpresa quando la battaglia sembra ormai conclusa. Tanjiro non è infatti capace di tradire la propria indole, e questo gli impedisce di agire in maniera subdola. Non si tratta quindi di una decisione calcolata, ma bensì di un impulso istintivo, lo stesso che lo porta – come visto nell’Entertainment District Arc – a non saper dire neanche la più piccola bugia per mantenere la copertura della sua missione.
Le azioni di Tanjiro non sono un difetto di scrittura, ma sono da leggere come una conferma della coerenza che permea i protagonisti del franchise. Nonostante tutto, Tanjiro rimane sempre fedele a sè stesso, con tutta la sua compassione ed empatia, anche a costo della vita. Non approfitta mai della debolezza altrui e non concepisce la vittoria come un qualcosa che possa nascere da un atto sleale. Ed è proprio questa sua incrollabile umanità a renderlo unico in un mondo dominato dall’oscurità.
Non a caso, Giyu reagisce con rabbia a questo gesto, arrabbiandosi con lui per aver sprecato l’occasione in un momento cruciale. Una reazione che riflette in parte la frustrazione provata dal pubblico. Pur mettendo a rischio sé stesso e i suoi compagni, Tanjiro ci mostra al tempo stesso come la sua bussola morale non sia mai destinata a vacillare, nemmeno davanti a un avversario tanto pericoloso come Akaza.
Anziché decapitarlo alle spalle, Tanjiro privilegia il suo diritto ad avere uno scontro leale che gli possa permette di vincere e, paradossalmente, di salvarsi. Se avesse agito agendo puramente sulla semplice logicità, Akaza non avrebbe mai ricordato il suo passato né ammesso la sconfitta, e probabilmente tutti ci avrebbero rimesso la vita.
Insomma, quello che a prima vista può sembrare un “errore” di scrittura diventa in realtà l’ennesima dimostrazione di quanto Demon Slayer: Il Castello dell’Infinito riesca a tessere una avvincente complessità morale e profondità psicologica.
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Fonte: CBR
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