Tanti auguri, Pimpa!
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Tanti auguri, Pimpa!

Compie 50 anni la cagnolina dal manto puntellato di rosso e la lingua sempre di fuori creata da Altan come diversivo per sua figlia e presto diventata monumento nazionale

Tanti auguri, Pimpa!

Compie 50 anni la cagnolina dal manto puntellato di rosso e la lingua sempre di fuori creata da Altan come diversivo per sua figlia e presto diventata monumento nazionale

Un personaggio come la Pimpa è più unico che raro nel panorama italiano. Il prossimo 13 luglio compirà 50 anni, ma intanto, alla Biblioteca Salaborsa di Bologna, è stata allestita una mostra per festeggiarla. La Pimpa nasce dall’immaginazione, e dalla penna e dalla visione, di Altan. Più volte ha raccontato di averla creata per sua figlia Francesca. In tutto questo tempo, però, la Pimpa è diventata un punto di riferimento importantissimo, e non solo nel fumetto o nella letteratura per bambini.

La semplicità e l’immediatezza con cui si presenta, con questi pallini rossi, la lingua sempre fuori dalla bocca e le parole che dice, le hanno permesso di avvicinare generazioni diverse. Nella carriera di Altan, la Pimpa ha sempre fatto da contraltare: da una parte le vignette e le storie satiriche, intrise di ironia e di sarcasmo; e dall’altra parte lei, questa cagnolina tenerissima, perennemente accompagnata da Armando, un ometto buffo, con i bafÏ e un cappello. La Pimpa parla ai bambini, è vero. Ma parla pure, e non per forza indirettamente, ai loro genitori. L’essenzialità delle sue storie – piccole avventure in giro per prati verdi, boschi popolati da altri animali o anche tra le quattro mura di casa – è il segreto del suo successo insieme allo stile del disegno e ai colori brillanti. Poche linee, più o meno spesse, più o meno morbide, bastano per creare – anzi, per evocare – mondi interi. E questa è la caratteristica principale della Pimpa. Essere più cose contemporaneamente, non rivolgersi a un solo pubblico ma a tanti e diversi. Usare la fantasia, che è una lingua così potente, e trovare comunque appigli nel nostro presente, in ciò che siamo, nel calore che ci aspettiamo dai rapporti umani.

La Pimpa è una cagnolina, ma è una cagnolina speciale, magica, intelligentissima. Altan non l’ha mai sottovalutata. Ha costruito una dimensione terza, straordinaria, in cui ciò che è impossibile diventa non solo possibile ma addirittura normale. In cinquant’anni, per quanto paradossale possa suonare, la Pimpa non è invecchiata nemmeno di un giorno. Siamo invecchiati noi, a leggerla. Ma in qualche modo, avendola sempre davanti, ritrovandola su carta, in Tv, in strisce brevissime, siamo stati capaci di conservare una parte della nostra innocenza e ingenuità: due merci rare che meriterebbero più considerazione. Proprio come, nella cultura fumettistica, meriterebbe più considerazione la Pimpa.

Pensiamoci. Quanti personaggi ci sono come lei nelle nostre librerie? In quanti possono dire di aver superato altrettanto bene la prova difficilissima del tempo? Oltre che un ragionamento puramente artistico, la Pimpa invita a fare pure un ragionamento editoriale e produttivo. E soprattutto invita a non sottovalutare, o comunque a prendere sottogamba, l’editoria per bambini. Il modo migliore per educare alla lettura è cominciare presto, quando le persone sono ancora giovani, quando le abitudini possono ancora formarsi e non ci sono preconcetti o troppi impegni. In cinquant’anni, la Pimpa si è trasformata in un’amica, una maestra e una guida. Ed è ancora qui, oggi, a ricordarci l’importanza delle storie e la potenza che si può nascondere in un atto semplicissimo come immaginare.

Per tantissimi bambini – ma anche per tantissimi adulti – la Pimpa è diventata un simbolo di amicizia e di condivisione. È nata come un gioco, ha detto Altan; come un gioco privato tra lui e sua figlia. Alla fine questo gioco si è allargato ai lettori, ai curiosi, a chi ha voglia di fermarsi e leggere. La Pimpa fa parte di noi, della nostra cultura, del nostro immaginario. Non è solo l’ennesimo personaggio dei fumetti (tra parentesi, la Pimpa ha avuto anche una vita animata, in Tv, e questo l’ha aiutata ulteriormente a diffondersi e ad allargare il suo pubblico). La Pimpa è una presenza quotidiana, e nella sua dolcezza risuona quella parte di noi più genuina e onesta. Tanti auguri, Pimpa.

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