Dimentica i soliti titoli: 3 serie post-apocalittiche sottovalutate da recuperare su Netflix
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Dimentica i soliti titoli: 3 serie post-apocalittiche sottovalutate da recuperare su Netflix

Se hai già visto i grandi classici e sei alla ricerca di qualcosa di diverso, ecco tre serie che potrebbero sorprenderti

Dimentica i soliti titoli: 3 serie post-apocalittiche sottovalutate da recuperare su Netflix

Se hai già visto i grandi classici e sei alla ricerca di qualcosa di diverso, ecco tre serie che potrebbero sorprenderti

Da sempre, la fantascienza distopica ci affascina e ci terrorizza allo stesso tempo. È un mix disturbante di timore e attrattiva, che deriva da una sola domanda: e se il futuro che ci attende fosse proprio questo? Da The Last of Us a The Walking Dead, passando per Il racconto dell’ancella o Hunger Games, è proprio la credibilità di ciò che vediamo sullo schermo a rendere queste storie doppiamente intriganti. Se questo genere è tra i vostri preferiti, e avete già visto tutti i titoli più famosi, ecco tre serie meno conosciute che meritano decisamente una possibilità, tutte provenienti dal catalogo Netflix.

«Meglio di The Walking Dead»: questa serie Netflix con gli zombie è assolutamente da recuperare

Black Summer

Definita da molti «The Walking Dead senza tutto quel melodramma», Black Summer è ambientata dopo lo scoppio di un apocalisse zombie e racconta le vicende di una donna di nome Rose, che è stata separata dalla figlia Anna e intraprende un viaggio disperato per ricongiungersi a lei. Decisa a non fermarsi davanti a nulla pur di trovarla, Rose si unisce a un piccolo gruppo di sopravvissuti. Insieme, sfideranno un ambiente ostile e dovranno prendere decisioni estreme in un mondo dove ogni incontro può trasformarsi in una minaccia. Pochi dialoghi, ritmo frenetico e realismo quasi brutale rendono questa serie perfetta per gli amanti del survival puro. L’unico lato negativo? Purtroppo ha soltanto due stagioni.

Hot Skull

Questa produzione di origine turca, realizzata dallo showrunner Mert Baykal, è una delle serie sci-fi più originali arrivate su Netflix negli ultimi anni. A distinguerla è la peculiarità del setting: una Istanbul distopica che è stata colpita da un’epidemia che si diffonde attraverso il linguaggio. Ebbene sì, basta comunicare con qualcuno e ascoltare poche parole per essere contagiati da una malattia che porta alla perdita della ragione. Questa situazione estrema, in cui è facilissimo contagiarsi, delinea un universo in cui paranoia, propaganda e distorsione dell’informazione fanno da padrone e in cui le persone cercano disperatamente di proteggersi utilizzando delle cuffie con cancellazione del rumore. Mentre la tensione cresce, emerge un raggio di speranza attraverso la figura del linguista Murat Siyavuş, che proprio come Ellie in The Last of Us è misteriosamente immune al virus.

Into the Night

Composto anch’esso da due stagioni, questo show belga di genere post-apocalittico ha debuttato su Netflix nel 2020, con una trama ispirata al romanzo polacco di fantascienza The Old Axolotl di Jacek Dukaj. Siamo in un mondo in cui, improvvisamente, il sole inizia a uccidere tutto ciò che illumina. Nel momento in cui il cataclisma ha inizio, un gruppo di “fortunati” si trova su un volo notturno partito da Bruxelles e diretto verso ovest, al sicuro nell’oscurità della notte. Pur venendo da Paesi diversi e parlando lingue differenti, i componenti del gruppo saranno costretti a collaborare per la salvezza, viaggiando sempre di notte fino a raggiungere un bunker sotterraneo. Sulla scia di Lost e Squid Game, dunque, Into the Night sfrutta il meccanismo narrativo dei perfetti sconosciuti che si trovano confinati all’interno di uno spazio chiuso e sono obbligati a lavorare insieme per salvarsi (antipatie, tradimenti e pugnalate alle spalle inclusi).

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