A fine anni ’90 Keanu Reeves legava a doppio filo il suo nome a Matrix, affermandosi come protagonista di quello che si è rivelato come un vero e proprio fenomeno della cultura popolare e della fantascienza cinematografica. Tuttavia non sono in molti a ricordare che, appena qualche anno l’esperienza vissuta con la trilogia di Matrix, Reeves è stato il protagonista di un altro film sci-fi che condivide con Matrix lo stesso background letterario, e che in molti casi è stato considerato addirittura migliore. Stiamo parlando di A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare, adattamento dell’omonimo romanzo di Philip K. Dick diretto da Richard Linklater nel 2006.
Portare sullo schermo le opere dell’iconico scrittore americano non è mai stato un compito facile. Molti adattamenti cinematografici hanno infatti rielaborato profondamente il materiale di partenza, come nel caso di Blade Runner, ispirato a Il cacciatore di androidi, lo stesso Matrix, oppure di Minority Report, Total Recall e della serie L’uomo nell’alto castello, tutte produzioni che prendono spunto dalle idee di Dick senza riproporne in maniera assolutamente fedele trama e filosofia in esse contenute.
A Scanner Darkly, invece, rappresenta decisamente un’eccezione. Pur concedendosi qualche inevitabile libertà creativa, il film conserva gran parte degli elementi che rendono inconfondibile la scrittura di Philip K. Dick, come le riflessioni sull’identità, sulla paranoia, e la sorveglianza in cui siamo immersi. Ad affiancare Keanu Reeves troviamo inoltre un cast di altissimo livello, composto da Robert Downey Jr., Woody Harrelson e Winona Ryder, protagonisti di un racconto allucinato che continua ancora oggi a distinguersi nel panorama della fantascienza cinematografica.
Uno degli aspetti più caratteristici dell’opera è senza dubbio il suo peculiare stile visivo. Linklater utilizza infatti la tecnica del rotoscoping, trasformando le riprese dal vivo in un’animazione estremamente realistica e straniante. Il risultato è un’estetica sospesa tra il reale e l’onirico, perfettamente in sintonia con i temi del film, la quale tuttavia ha probabilmente rappresentato anche uno dei motivi che ne hanno limitato il successo presso il grande pubblico.
Al momento dell’uscita, infatti, A Scanner Darkly incassò appena 8,5 milioni di dollari a fronte di un budget di circa 18,5 milioni, ricevendo recensioni contrastanti. Con il passare degli anni, però, il film è stato progressivamente rivalutato, diventando un piccolo cult tra gli appassionati di fantascienza che ne hanno sempre apprezzato la natura sincera e senza compromessi. Invece di rendere più accessibili le idee di Dick, Linklater sceglie infatti di abbracciarne completamente la natura più complessa e visionaria. Il racconto non cerca mai di semplificare i suoi interrogativi esistenziali né di offrire risposte facili, lasciando lo spettatore immerso nella stessa confusione percettiva vissuta dai suoi protagonisti.
Questa estrema fedeltà allo spirito del romanzo lo rende probabilmente uno degli adattamenti cinematografici più riusciti delle opere di Philip K. Dick. A Scanner Darkly riesce a preservare l’anima dell’opera originale mantenendone intatti tutti i temi affrontati dallo stesso scrittore, non cercando a tutti i costi di rendersi facilmente fruibile per il grande pubblico.
Di fatto A Scanner Darkly rappresenta una delle gemme più sottovalutate della filmografia di Keanu Reeves, e a vent’anni di distanza rimane una visione imprescindibile per tutti coloro che amano la fantascienza senza compromessi.
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Fonte: ScreenRant
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