Il crime televisivo potrebbe essere davanti a un nuovo cambio di rotta. Dopo anni dominati da serie corali come NCIS, FBI, Criminal Minds e Law & Order: SVU, un procedural recente sta riportando al centro una formula che sembrava appartenere al passato: quella del protagonista solitario, capace di reggere quasi da solo il peso del racconto.
Il titolo in questione è Tracker, la serie con Justin Hartley nei panni di Colter Shaw. Il suo successo dimostra che il pubblico è ancora pronto a seguire un eroe individuale, meno legato alla dinamica della squadra e più vicino ai grandi personaggi della TV crime classica.
Per decenni, infatti, i procedural hanno alternato due modelli molto diversi. Da una parte ci sono stati gli investigatori solitari, da Magnum P.I. a MacGyver, fino a Colombo: figure centrali, riconoscibili, spesso capaci di risolvere i casi affidandosi soprattutto alla propria intuizione. Dall’altra, la televisione più recente ha privilegiato il lavoro di gruppo, trasformando agenzie, reparti e unità investigative nel vero cuore narrativo delle serie crime.
Colter Shaw si muove invece in una direzione diversa. Può contare su alcune persone che lo aiutano da remoto, ma sul campo agisce quasi sempre da solo. Non appartiene a una squadra stabile, non lavora dentro una struttura tradizionale e non risolve i casi attraverso una dinamica corale. Il suo metodo è più diretto, personale e indipendente.
È proprio questa caratteristica a rendere Tracker interessante. La serie non cancella del tutto il supporto esterno: personaggi come Reenie e Randy sono fondamentali per fornire informazioni, documenti e risorse utili alle indagini. Tuttavia, il centro dell’azione resta sempre Colter: sono i suoi spostamenti, le sue intuizioni e il suo codice personale a guidare ogni episodio.
La serie recupera così una dinamica che aveva reso popolari molti show del passato. Come accadeva con protagonisti iconici della televisione crime e action, Colter è una figura capace di occupare quasi interamente la scena. Anche quando collabora con qualcuno della polizia locale o riceve aiuto da altri personaggi, la storia non si trasforma mai davvero in un racconto di squadra.
Il successo di Tracker dimostra che il modello del protagonista solitario può funzionare ancora, purché il personaggio sia abbastanza forte da sostenere la narrazione. In questo senso, il paragone con Reacher è inevitabile: anche la serie Prime Video con Alan Ritchson ha mostrato quanto il pubblico possa appassionarsi a storie costruite attorno a un personaggio centrale, autonomo e fisicamente presente in quasi ogni passaggio del racconto.
La differenza rispetto a serie come NCIS è evidente: in questa, il il fascino nasce dall’interazione tra i membri della squadra, dai rapporti interni, dagli scambi sul campo e dall’equilibrio tra più protagonisti. In Tracker, invece, tutto ruota attorno a Colter: i casi della settimana, il mistero legato alla morte del padre, i rapporti con la famiglia e il modo in cui il personaggio affronta ogni nuova missione.
Questo rende la narrazione più concentrata e più personale; le trame non vengono distribuite tra molti personaggi, ma restano ancorate al punto di vista del protagonista. Ne consegue un procedural più asciutto, costruito sulla presenza scenica di Justin Hartley e sulla capacità di Colter Shaw di tenere insieme azione, indagine e sviluppo personale.
Tracker non è l’unica serie recente a suggerire un ritorno a questa formula. Anche titoli come Reacher, Bosch e, in parte, The Night Agent hanno puntato sulla centralità di un singolo protagonista, pur mantenendo intorno a lui una rete di personaggi secondari. La differenza è che Tracker sembra fare di questa impostazione la propria identità principale: Colter lavora meglio da solo, e la serie lo ribadisce continuamente.
Questo non significa che i procedural corali siano destinati a scomparire. Serie come NCIS continuano a funzionare proprio grazie alla forza del gruppo e alle dinamiche tra i personaggi. Tuttavia, il successo di Tracker dimostra che il genere può aprirsi di nuovo a un’altra possibilità: storie più focalizzate, costruite attorno a un protagonista forte e a un percorso personale ben definito.
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