Dimenticate Scream: il vero capolavoro di Wes Craven è un "sequel" dimenticato da tutti
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Dimenticate Scream: il vero capolavoro di Wes Craven è un “sequel” dimenticato da tutti

Con questo sottovalutato esperimento l'iconico regista aveva gettato le basi di uno dei suoi più grandi successi. E l'ha fatto grazie a uno dei suoi personaggi più leggendari..

Dimenticate Scream: il vero capolavoro di Wes Craven è un “sequel” dimenticato da tutti

Con questo sottovalutato esperimento l'iconico regista aveva gettato le basi di uno dei suoi più grandi successi. E l'ha fatto grazie a uno dei suoi personaggi più leggendari..

un frame di Scream di Wes Craven

Quando si parla del genio di Wes Craven, è impossibile non pensare a Scream, il franchise che ha rivoluzionato lo slasher giocando con le sue regole e trasformando gli archetipi dell’horror in elementi centrali del suo intreccio. Tuttavia, non sono in molti a ricordare che due anni prima il regista aveva dato vita a un’opera ancora più audace e, per certi versi, profetica. Stiamo parlando di Nightmare – Nuovo incubo, settimo capitolo nonché spin-off del franchise che oggi rischia di essere dimenticato dal grande pubblico.

Uscito nel 1994, Nuovo incubo arrivò in un momento particolare per la saga. Dopo ben sei film, Freddy Krueger si era affermato a tutti gli effetti come un’icona pop e, sebbene rimasse uno dei volti più celebri dell’horror, la sua popolarità sembrava averlo ormai privato di quella capacità di suscitare paura che aveva caratterizzato il film originale arrivato dieci anni prima. Da terrificante predatore dei sogni Freddy si era progressivamente trasformato in una sorta di macabra mascotte dalla battuta sempre pronta, soprattutto nel momento di presentare il conto alle sue vittime.

Dopo aver fatto incontrare a Freddy Krueger quella che (sulla carta) avrebbe dovuto essere la sua definitiva dipartita con Nightmare 6 – La fine, Craven decise tuttavia di riportare in scena il personaggio da lui concepito optando per uno stratagemma tanto affascinante quanto non convenzionale, rendendo ancora più sottile il confine tra realtà a finzione.

La trama di Nightmare – Nuovo incubo si svolge infatti nel “mondo reale”, dove apprendiamo che i film della serie cinematografica di Nightmare stavano tenendo intrappolata un’antica entità soprannaturale, che è stata liberata dopo la fine della serie con l’uscita di Nightmare 6 – La fine, e la relativa morte di Freddy. Nelle vesti di Freddy, l’entità prende quindi di mira l’attrice Heather Langenkamp, interprete di Nancy Thompson nel primo Nightmare, poiché ucciderla le permetterà di entrare nel mondo reale. Per fermare l’entità e proteggere la sua famiglia, Heather dovrà quindi tornare a interpretare di nuovo Nancy, con l’aiuto dello stesso Wes Craven e dello storico volto di Freddy Krueger Robert Englund, entrambi nel ruolo di sé stessi.

Le idee del film anticipano infatti gran parte delle intuizioni che Craven avrebbe poi perfezionato in chiave slasher con Scream appena due anni dopo. La consapevolezza dei personaggi di avere a che fare con gli archetipi dei film horror e la capacità di sovvertire le aspettative regalando al pubblico una trama quanto mai metacinematografica, sono infatti solo alcuni degli elementi che hanno contribuire a fare della saga di Scream una delle più iconiche degli anni ’90.

Come se non bastasse, le idee alla base di Nightmare – Nuovo incubo hanno permesso a Wes Craven di apportare un ulteriore livello di profondità al film, il quale – alla pari della saga di Scream – nasconde tra le righe una feroce critica all’industria hollywoodiana. Heather Langenkamp deve fare i conti con gli stalker e con l’invasione della propria privacy, mentre lo stesso Craven si ritrova alle prese con la pressione degli studios e con le continue richieste di realizzare una nuova sceneggiatura. Le paure degli attori e quelle del regista finiscono così per alimentare lo stesso mostro che hanno contribuito a creare.

Anche il nuovo aspetto di Freddy riflette questa inedita direzione intrapresa dal franchise. Abbandonato il look sempre più caricaturale dei sequel, il personaggio torna a essere una creatura minacciosa e quasi animalesca, come testimoniato dall’assenza del celebre guanto. In questa incarnazione di Freddy, le lame sono infatti una vera e propria estensione fisica del personaggio, come se Craven avesse voluto eliminare tutto ciò che aveva trasformato Freddy in un’icona pop per riportarlo alla sua essenza più demoniaca.

Più che come settimo capitolo della saga, ad oggi Nightmare – Nuovo incubo appare più come un coraggioso esperimento cinematografico, rivelatosi col senno di poi sorprendentemente moderno. Scream resta l’opera con cui Wes Craven ha definitivamente sdoganato al pubblico un certo tipo di racconto metacinematografico, tuttavia è stato proprio con Nuovo incubo a dimostrare meglio di qualsiasi altro film quanto il regista fosse avanti coi tempi.

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Foto: MovieStillsDB

Fonte: CBR

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