Quando nel 2001 un muscoloso signor nessuno sgommò nei cinema di tutto il mondo al volante di una chiassosa Dodge Charger nera, pochi avrebbero scommesso che dieci anni dopo ci saremmo ritrovati a parlare del quinto attesissimo capitolo del franchise. I “car movies”, si diceva, sono morti e sepolti, e a nessuno interessa guardare novanta minuti di bolidi dipinti di colori fluo che si rincorrono per il centro di Los Angeles.
Eppure Fast & Furious, il brand che da solo ha reinventato e rilanciato il genere, giunge questo mese al quinto episodio con Fast &Furious 5, dopo aver incassato con i primi quattro quasi un miliardo di dollari. Merito del carisma di Vin Diesel e della faccia pulita della spalla Paul Walker, senza dubbio, ma soprattutto delle vere star del franchise: le automobili. Potenti, aggressive, “muscolari”: il sogno proibito di ogni maschio imbottito di testosterone. Solo un modo «per ovviare agli scompensi dei propri attributi», insomma, come insinuava Robin Williams nei panni di Mrs. Doubtfire. E se invece dicessimo, tanto per restare in tema di frasi fatte, che un’automobile non è solo un mezzo di trasporto ma uno stile di vita? In fondo Diesel e Walker – due che non si offenderanno certo se li definiamo “un po’ tamarri” – sono avidi collezionisti di auto “pimpate” (cioè modificate all’estremo) e amano le corse in macchina: ciascuno è ciò che guida, sul grande schermo e non solo. (Foto: Kikapress e Gettyimages)
In alto Nicolas Cage sale sulla sua Ferrari Enzo
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Sotto, Tom Cruise con una Chevrolet Camaro
Qui Steve McQueen in pista su una Porsche 917
