Dopo 14 anni, Supernatural ha finalmente chiuso questo mistero... ma nel modo sbagliato
telegram

Dopo 14 anni, Supernatural ha finalmente chiuso questo mistero… ma nel modo sbagliato

Un ritorno dal passato, atteso per anni, ha finito per trasformarsi in uno dei momenti più discussi e controversi dell’episodio conclusivo della serie

Dopo 14 anni, Supernatural ha finalmente chiuso questo mistero… ma nel modo sbagliato

Un ritorno dal passato, atteso per anni, ha finito per trasformarsi in uno dei momenti più discussi e controversi dell’episodio conclusivo della serie

Supernatural

Con quindici stagioni all’attivo, Supernatural ha costruito la propria identità anche attraverso cliffhanger, anticipazioni seminate con largo anticipo e promesse narrative rimaste sospese per anni. Angeli che cadono dal cielo, rivelazioni divine, ritorni impossibili: la serie dei fratelli Winchester ha sempre giocato sul lungo periodo. Ma pochissime volte ha spinto questa logica fino all’estremo come nel caso di Jenny, il personaggio introdotto nella prima stagione e riportato in scena solo quattordici anni dopo, nel controverso episodio finale.

Jenny appare per la prima volta in “Dead Man’s Blood”, uno dei primi episodi della serie, come una ragazza trasformata in vampiro durante una caccia dei Winchester. Alla fine dell’episodio, Sam e Dean decidono di risparmiarle la vita, lasciandola fuggire insieme a un altro vampiro. Una scelta che, all’epoca, sembrava semplicemente coerente con il tono ancora relativamente contenuto della serie, ma che lasciava intravedere la possibilità di un ritorno futuro, magari come vendetta o conto in sospeso.

Per anni, però, Supernatural sembra dimenticarsi completamente di lei. La serie cresce, alza la posta in gioco, introduce antagonisti sempre più mitologici e centrali, da Azazel a Lucifero, fino a Chuck. A quel punto, l’idea di ripescare un personaggio minore della prima stagione appare sempre meno rilevante. Eppure, contro ogni aspettativa, Jenny torna proprio nell’ultimo episodio della serie, ormai leader di un covo di vampiri. Ed è uno dei suoi seguaci a causare la morte di Dean Winchester, durante quella che diventa l’ultima caccia dei fratelli.

Sulla carta, la scelta sembra voler chiudere un cerchio: riportare la storia alle origini, collegare l’inizio e la fine del viaggio dei Winchester. Ma nella pratica, l’effetto è l’opposto. Jenny è un personaggio troppo marginale per reggere un momento così decisivo, e il suo ritorno arriva fuori tempo massimo. Dopo quattordici anni di escalation narrativa, affidare la morte di Dean a una minaccia così secondaria risulta anticlimatico, se non apertamente frustrante.

Il problema non è solo chi torna, ma quando e come. Se Jenny fosse riapparsa anni prima, magari come antagonista di un episodio autoconclusivo, il pubblico avrebbe potuto accogliere il ritorno come una curiosità o un omaggio alle origini. Inserirla invece nel finale, e legarla direttamente all’evento più traumatico dell’intera serie, la trasforma in un elemento sproporzionato rispetto al suo peso narrativo reale. Il risultato è un epilogo che fatica a trovare un equilibrio tra intimità e significato.

A rendere il tutto ancora più controverso è il confronto implicito con ciò che Supernatural avrebbe potuto fare. Un ritorno di Azazel, per esempio, avrebbe avuto un valore simbolico ben diverso: il primo grande nemico della serie, colui che ha definito il destino dei Winchester, sarebbe stato una chiusura davvero circolare. Invece, la serie sceglie una figura quasi dimenticata, affidandole un ruolo che non ha mai davvero meritato.

È vero che la produzione del finale è stata fortemente condizionata dalla pandemia, limitando la possibilità di far tornare molti personaggi storici. Ma anche tenendo conto di queste difficoltà, la decisione di puntare su Jenny resta discutibile. Più che un payoff emotivo, sembra una forzatura narrativa, un tentativo di sorprendere a tutti i costi che finisce per indebolire l’impatto della conclusione.

Alla fine, Supernatural chiude davvero quel filo lasciato in sospeso quattordici anni prima. Ma lo fa nel momento sbagliato e nel modo meno efficace possibile, trasformando quello che poteva essere un dettaglio curioso in uno degli elementi più divisivi dell’intero finale. Un esempio emblematico di come, anche nelle serie più longeve, non tutti i misteri vadano necessariamente risolti.

Leggi anche: Questo trucchetto usato da Supernatural l’ha resa una delle serie più intelligenti di sempre

Fonte: CBR

© RIPRODUZIONE RISERVATA