Il cyberpunk è diventato nel corso dei decenni uno dei filoni più riconoscibili e influenti della fantascienza, arrivando a conquistare cinema, televisione e videogiochi. Da Blade Runner a Ghost in the Shell e Matrix, fino a opere più recenti come Cyberpunk 2077, Edgerunners e Altered Carbon, il genere ha continuato a interrogarsi sul rapporto tra esseri umani e tecnologia, intelligenza artificiale, potere delle grandi corporazioni e modificazioni del corpo.
Ma tra le opere che più di tutte hanno contribuito a definire questo immaginario c’è Neuromante, rivoluzionario romanzo di William Gibson pubblicato nel 1984. Ora, a 43 anni dalla sua uscita, il libro è finalmente pronto a ricevere un importante adattamento per il piccolo schermo.
Apple TV ha infatti fissato al 22 gennaio 2027 il debutto di Neuromancer, serie televisiva in dieci episodi tratta dal celebre romanzo di Gibson. I primi due episodi saranno disponibili insieme, mentre i successivi arriveranno con cadenza settimanale fino al 19 marzo.
Sebbene Neuromante non abbia letteralmente inventato tutti gli elementi che oggi associamo al cyberpunk, il romanzo di William Gibson ha avuto un ruolo fondamentale nel definire il genere nella forma in cui lo conosciamo oggi.
Pubblicato nel 1984, il libro costruiva un futuro dominato da intelligenze artificiali, enormi corporazioni, hacker, realtà virtuali, modificazioni corporee e metropoli ipertecnologiche. Elementi che negli anni successivi sarebbero diventati alcuni dei tratti distintivi dell’immaginario cyberpunk.
Particolarmente importante fu anche l’utilizzo del concetto di “cyberspazio”, attraverso il quale Gibson contribuì a creare un nuovo vocabolario per descrivere mondi digitali interconnessi quando Internet era ancora molto lontano dall’essere una presenza quotidiana nella vita delle persone.
L’influenza di Neuromante si è rapidamente estesa ben oltre la letteratura, contribuendo a plasmare l’immaginario di numerose opere successive e lasciando un segno profondo sulla fantascienza contemporanea. Il suo status di classico è stato inoltre consolidato da un risultato storico: è stato il primo romanzo a vincere i premi Hugo, Nebula e Philip K. Dick.
Portare Neuromante sullo schermo, tuttavia, si è rivelato molto più complicato del previsto. Hollywood ha cercato per decenni di realizzare un adattamento del romanzo, senza mai riuscire a concretizzare davvero il progetto.
Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, Chris Cunningham era stato coinvolto nello sviluppo di una versione cinematografica con il sostegno dello stesso Gibson. Intorno al 2010 fu invece Vincenzo Natali, regista di Cube e Splice, a tentare l’impresa. Il progetto arrivò a un punto abbastanza avanzato da coinvolgere nelle indiscrezioni anche nomi come Mark Wahlberg e Liam Neeson, ma non vide mai la luce.
Un altro tentativo arrivò nel 2017, quando Tim Miller, regista di Deadpool, venne scelto per sviluppare un film per Fox con Simon Kinberg alla produzione. Anche questa versione finì però per arenarsi.
La svolta definitiva è arrivata nel febbraio 2024, quando Apple ha ordinato ufficialmente l’adattamento televisivo. Graham Roland e JD Dillard sono i creatori della serie, con Dillard alla regia dei primi tre episodi e Roland nel ruolo di showrunner. Lo stesso William Gibson figura inoltre tra i produttori esecutivi.
Al centro della storia troveremo Case, interpretato da Callum Turner, un hacker segnato dal proprio passato che finirà coinvolto in una pericolosa operazione nel mondo digitale. Al suo fianco ci sarà Molly, letale assassina interpretata da Briana Middleton.
Nel cast figurano anche Mark Strong, Peter Sarsgaard, Joseph Lee e Clémence Poésy, mentre la storia porterà Case e Molly al centro di un rischioso colpo digitale diretto contro una potente dinastia aziendale.
Dopo oltre quattro decenni e numerosi progetti mai concretizzati, Neuromante è quindi finalmente pronto a raggiungere lo schermo. La serie debutterà su Apple TV il 22 gennaio 2027, portando per la prima volta in un grande adattamento televisivo uno dei romanzi che più hanno influenzato l’immaginario della fantascienza moderna.
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