Dopo mezzo secolo, il film che nessuno doveva vedere è tornato alla luce (ma resta un enigma)
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Dopo mezzo secolo, il film che nessuno doveva vedere è tornato alla luce (ma resta un enigma)

Un vecchio nastro VHS, una testimonianza inedita e una storia di segreti custoditi per decenni: il caso più controverso del cinema riemerge dall’oblio tra dubbi, leggende e nuove rivelazioni

Dopo mezzo secolo, il film che nessuno doveva vedere è tornato alla luce (ma resta un enigma)

Un vecchio nastro VHS, una testimonianza inedita e una storia di segreti custoditi per decenni: il caso più controverso del cinema riemerge dall’oblio tra dubbi, leggende e nuove rivelazioni

frame dal film The day the clown cried

Sono passati oltre cinquant’anni da quando Il giorno in cui il clown pianse venne girato, poi rinnegato e infine sepolto nell’oblio. Un film mai distribuito, di cui si è parlato più per quello che rappresentava che per quello che mostrava, circondato da un’aura di mistero, scandalo e rimozione. E oggi, contro ogni aspettativa, la sua storia si arricchisce di un nuovo capitolo: una copia quasi completa del film sarebbe riemersa in Svezia, custodita da un ex tecnico di laboratorio che, per decenni, ha tenuto nascosto il suo segreto.

Il protagonista di questa rivelazione è Hans Crispin, un nome finora sconosciuto al grande pubblico. In un’intervista rilasciata alla rivista svedese Icon – la prima testata al mondo a dichiarare di aver visto il film –, Crispin racconta di aver recuperato la pellicola negli anni ’80, quando lavorava per Europafilm, una casa di produzione svedese coinvolta nella lavorazione originale del film di Jerry Lewis. Durante i suoi turni di notte, assegnato alla duplicazione di videocassette pornografiche, Crispin avrebbe approfittato dell’accesso agli archivi per indagare su voci che parlavano di una copia del film custodita in azienda. Le sue ricerche portarono prima a trovare note, copioni, poi, grazie all’aiuto di un collega, a una versione montata dal tecnico Wic Kjellin. Incompleta, certo, ma effettivamente esistente.

Solo nel 1990, anni dopo il primo ritrovamento, Crispin ricevette per posta un pacco anonimo contenente la parte mancante del film. Da allora, la pellicola è stata conservata gelosamente in una cassaforte, condivisa con pochissimi curiosi e mai resa pubblica. Secondo Crispin, la sua intenzione non è il profitto, ma la preservazione storica: vorrebbe che la Library of Congress statunitense, già in possesso di una copia incompleta donata da Lewis stesso, si occupasse della conservazione definitiva.

E proprio la Library of Congress è al centro di un altro snodo cruciale. Per volontà dello stesso Jerry Lewis, la copia da lui donata non poteva essere proiettata prima di giugno 2024. Ma anche ora che la scadenza è stata superata, il film continua a non essere disponibile. Una clausola nascosta? Un’ulteriore resistenza da parte degli eredi? Oppure un mito troppo grande per essere semplicemente svelato?

Girato nel 1972 e mai distribuito, The Day the Clown Cried racconta la storia di un clown tedesco che, imprigionato in un campo di concentramento, finisce per accompagnare un gruppo di bambini ebrei verso la camera a gas. Un’idea cupa e disturbante, che richiama la leggenda del pifferaio magico ma trasportata nel cuore dell’orrore. L’intento di Lewis non era comico, ma profondamente tragico: eppure, proprio per questo, il film fu accusato di essere fuori tempo, fuori luogo e, per molti, moralmente inaccettabile.

Nonostante la sua volontà iniziale di portare avanti il progetto, Lewis stesso si scontrò con infiniti ostacoli: problemi legali, finanziari, pressioni esterne e crescenti dubbi etici. Col tempo, arrivò a disconoscere completamente il film, giurando che nessuno l’avrebbe mai visto. Eppure, decenni dopo, l’ossessione per questa pellicola censurata continua ad attirare appassionati, storici del cinema e semplici curiosi.

Persino il documentario From Darkness to Light, dedicato al caso, resta oggi irreperibile. La pellicola non è mai stata diffusa ufficialmente, e molte testimonianze di chi sostiene di averla vista mancano di fonti verificabili. Tutto contribuisce a rendere The Day the Clown Cried un oggetto mitologico, più che un film: un’opera che è diventata simbolo di ciò che non si può (o non si deve) mostrare.

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Fonte: Sweden Herald

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