Per oltre sei anni, Enola Holmes ha rappresentato una delle saghe cinematografiche più riconoscibili e affidabili di Netflix. Inaugurato nel 2020, il franchise con Millie Bobby Brown ha contribuito a consolidare l’identità della piattaforma nel campo delle produzioni originali, ottenendo un grande successo con i suoi primi due capitoli.
L’accoglienza riservata a Enola Holmes 3, disponibile dal 1° luglio, potrebbe però indicare un cambiamento. Il nuovo film avrebbe infatti registrato numeri sensibilmente inferiori rispetto al suo predecessore, alimentando dubbi sul futuro della saga e segnando forse la fine di un’era per Netflix.
Il terzo capitolo ritrova Enola Holmes mentre si prepara a sposare Lord Tewkesbury a Malta. I suoi progetti vengono tuttavia sconvolti dalla misteriosa scomparsa del fratello maggiore Sherlock, sparito poco prima della cerimonia mentre stava indagando su un caso potenzialmente legato a una cospirazione molto più ampia.
Enola decide quindi di rimandare il matrimonio e mettersi sulle tracce del celebre detective, dando inizio a una nuova avventura ricca di misteri, colpi di scena e momenti più leggeri. Il film conserva così molti degli elementi che hanno decretato il successo della saga, a partire dall’interpretazione di Millie Bobby Brown, ormai perfettamente a suo agio nei panni della giovane investigatrice.
Sul fronte delle visualizzazioni, però, i risultati sarebbero stati meno incoraggianti. Secondo i dati riportati da What’s on Netflix, Enola Holmes 3 avrebbe totalizzato circa 12 milioni di visualizzazioni nei primi tre giorni, contro i 29,3 milioni raggiunti nello stesso arco di tempo da Enola Holmes 2.
Si tratterebbe quindi di un calo di circa il 58%, particolarmente significativo per un franchise che fino a questo momento aveva rappresentato una certezza per Netflix. Il primo film, uscito nel 2020, era diventato uno dei maggiori successi cinematografici originali della piattaforma, mentre anche il sequel del 2022 aveva ottenuto risultati molto positivi.
Al momento Enola Holmes 4 non è stato ancora annunciato e il calo registrato dal terzo episodio potrebbe incidere sulle decisioni future della piattaforma. Netflix è infatti nota per valutare attentamente il rapporto tra i costi delle proprie produzioni e il rendimento ottenuto in termini di visualizzazioni e nuovi abbonati.
Questo non significa necessariamente che la saga verrà interrotta, soprattutto considerando la popolarità di Millie Bobby Brown e il valore che Enola Holmes continua ad avere per il catalogo. I numeri iniziali del terzo capitolo rappresentano però un evidente campanello d’allarme, soprattutto se il film non riuscirà a recuperare terreno nelle settimane successive.
La possibile conclusione del franchise assumerebbe inoltre un peso ancora maggiore in una fase di profondo cambiamento per Netflix. La piattaforma ha recentemente salutato alcune delle sue produzioni più importanti, a partire da Stranger Things, arrivata alla conclusione alla fine del 2025 dopo essere stata per anni una delle serie simbolo del servizio.
Stranger Things avrebbe dovuto trasformarsi in un vero e proprio universo narrativo attraverso nuovi spin-off, ma resta ancora da capire se i progetti derivati saranno in grado di generare lo stesso entusiasmo della serie principale. Il primo esperimento, la produzione animata Stranger Things: Tales from ’85, non sembra aver suscitato un interesse paragonabile a quello dello show originale.
Netflix ha inoltre faticato a trasformare molti dei suoi film ad alto budget in saghe realmente durature. Titoli come The Gray Man e The Electric State non sembrano aver prodotto l’impatto sperato, mentre Extraction rimane uno dei pochi esempi recenti di franchise cinematografico originale capace di ottenere una certa continuità.
La piattaforma può ancora contare su produzioni molto popolari, tra cui Mercoledì e l’adattamento live action di Avatar: La leggenda di Aang. Anche questi titoli, tuttavia, potrebbero non rappresentare soluzioni a lungo termine. Mercoledì richiede infatti diversi anni di lavorazione tra una stagione e l’altra, mentre il percorso di Avatar dovrebbe concludersi con la terza stagione.
Il problema di Netflix non sembra quindi essere la totale assenza di successi, quanto la difficoltà di trasformarli in franchise capaci di sostenere il catalogo per molti anni. Una situazione ancora più evidente se confrontata con quella dei suoi principali concorrenti.
Disney+ può continuare a puntare su universi consolidati come Marvel e Star Wars, oltre che sul vasto catalogo di Hulu. HBO Max dispone invece di franchise estremamente popolari come Game of Thrones, Harry Potter e il nuovo universo cinematografico DC, mentre Apple TV continua a conquistare pubblico e critica con serie come Scissione e Pluribus.
Netflix, pur avendo contribuito a rivoluzionare il mercato dello streaming, sembra invece attraversare una fase nella quale anche le sue produzioni più conosciute faticano a mantenere invariato l’interesse del pubblico. Il calo di Enola Holmes 3 non basta naturalmente a decretare la fine del dominio della piattaforma, ma rappresenta un segnale difficile da ignorare. Dopo sei anni di successi, la saga con Millie Bobby Brown potrebbe essere arrivata a un punto decisivo.
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