Come risaputo, Tom Cruise è uno dei più importanti membri di spicco del culto di Scientology, una sorta di ragazzo copertina per la chiesa fondata da Ron Hubbard nel 1954. Molte, in effetti, sarebbero le domande che i giornalisti potrebbero fare all’attore riguardo la sua religione, soprattutto dopo il documentario HBO Going Clear, che racconta da un punto di vista esterno alcune verità nascoste di Scientology. Ma perché, allora, la stampa americana arranca sull’argomento?

Protagonista in questi giorni dell’adrenalinico Mission Impossible: Rogue Nation, Cruise ha affrontata una lunga campagna promozionale per il film diretto da Christopher McQuarrie, ma mai una volta una sola domanda è stata posta riguardo al culto di Hubbard. In merito, il regista Paul Haggis (Crash), ex-membro di Scientology dal 2009, ha voluto dire la sua ai microfoni del The Daily Beast, accusando i giornalisti di peccare di codardia: «I suoi addetti stampa [di Cruise] sono davvero intelligenti, ma io davvero non so come alcuni giornalisti possano definirsi tali se non hanno nemmeno il coraggio di porre una domanda. Voglio dire, quanto deve essere grande l’elefante nella stanza prima di poter affrontare l’argomento?».

Il regista ha riconosciuto che i giornalisti abbiano dovuto accettare diverse condizioni per poter intervistare Cruise durante il tour promozionale di Rogue Nation, tra le quali, certamente, evitare l’argomento Scientology: «Tutto giusto, corretto, ma c’è una cosa chiamata integrità giornalistica, e ci sono anche cose più importanti della promozione di un film. È stato lampante: c’era un enorme elefante lì, ma nessun giornalista ha avuto coraggio di affrontarlo. Perché? A qual punto sei solo un PR. Vergognatevi!».

Parole dure, che certamente non lasceranno il tempo che trovano.

Fonte: THR

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