Meryl Streep è Margaret Thatcher. No, non è solo fantasia. Perché nel film dedicato alla Lady di ferro (The Iron Lady) Meryl Streep è proprio la Thatcher, e si preannuncia un’interpretazione straordinaria. Già candidata all’Oscar (la nomination è data per certa), la politica d’Oltremanica si conferma tra le più cinematografiche del pianeta, superando di slancio le vicende della Casa Bianca e della West Wing. Dopo le pellicole dedicate a Blair (e al suo “rapporto speciale” con Clinton), alla regina Elisabetta e, in ultimo, a Giorgio VI e al suo discorso, non poteva mancare una citazione della donna più importante della politica britannica del secolo scorso, la vera regina del dibattito politico del secondo Novecento. Chissà se nel film scopriremo anche il lato umano e privato di una donna di cui sono note soprattutto le gesta pubbliche che (nel bene e nel male) hanno cambiato il suo Paese, e – attraverso un presidente (Ronald Reagan) nato come attore hollywoodiano – sono diventate patrimonio di tutta la politica occidentale, permeando di sé un’intera epoca che forse si è conclusa soltanto con la vittoria di Obama e con la crisi che stiamo ancora vivendo. Insomma, chissà se un po’ di quell’iron, nel corso del film, si scioglierà, magari grazie al marito Denis (che su grande schermo sarà l’inglesissimo Jim Broadbent di Il diario di Bridget Jones). Forse qualche indizio ci può aiutare: abbiamo una grande attrice (americana, ha notaato qualcuno con perplessità), le riprese iniziate a fine gennaio, una «sfida appassionante» come l’ha definita la Streep, che ha assistito alle riunioni della Camera dei Comuni, visitato la casa natale della Thatcher, incontrato la figlia dell’ex-primo ministro per entrare nel migliore dei modi nella parte. Quando all’accento, non sarà un problema per la camaleontica Meryl farlo diventare la più naturale delle sue espressioni. La vedremo uscire da Downing Street, salire sulll’auto presidenziale, accogliere i giornalisti e rivolgersi al popolo inglese, consegnandoci, ci scommettiamo, una Thatcher «ancora migliore di quella che avete conosciuto» (per parafrasare le parole con cui la Lady di ferro definì la “sua” Inghilterra alla fine del mandato). Tutto merito di Downing Streep che tornerà a celebrare gli anni Ottanta che l’hanno imposta come la più grande di Hollywood.
(Giuseppe Civati, politico di professione – ma non per sempre –, blogger cliccatissimo, coautore di L’amore ai tempi di Facebook, pensa che a volte la vita sia davvero tutta un film)
L’articolo è pubblicato su Best Movie di aprile a pag. 54
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