Dr. House, un’oscura teoria rende il finale peggiore di come lo ricordate
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Dr. House, un’oscura teoria rende il finale peggiore di come lo ricordate

Un'ipotesi assurda, ma consente di rileggere metaforicamente tutta l'amatissima serie con Hugh Laurie

Dr. House, un’oscura teoria rende il finale peggiore di come lo ricordate

Un'ipotesi assurda, ma consente di rileggere metaforicamente tutta l'amatissima serie con Hugh Laurie

una teoria sulla serie dr.house

Tra le serie medical più longeve e amate degli anni 2000, Dr. House – Medical Division ha lasciato un segno indelebile. Andata in onda dal 2004 al 2012, la serie ideata da David Shore ha saputo distinguersi grazie a un protagonista fuori dagli schemi: il brillante e scorbutico Gregory House, interpretato da Hugh Laurie. Cinico, dipendente da antidolorifici, spesso insopportabile con colleghi e pazienti e capace di gesti orribili, ma ineguagliabile nella diagnosi, House ha conquistato il pubblico proprio per la sua complessità e umanità imperfetta.

Il controverso finale dell’ottava stagione, in cui House finge la propria morte per accompagnare l’amico James Wilson nei suoi ultimi mesi di vita, ha lasciato molti spettatori con il fiato sospeso e il cuore spezzato. Negli anni, quel finale ha generato numerose teorie. Una delle più cupe — e affascinanti — arriva da Reddit, e cambia completamente il significato dell’intera serie.

Secondo una teoria pubblicata da un utente, Gregory House non sarebbe mai esistito. O, almeno, non come persona vera e propria. L’ipotesi è che House sia una proiezione mentale del dottor Wilson, l’incarnazione di tutto ciò che quest’ultimo reprime — disobbedienza, sarcasmo, egoismo, nichilismo. Nella teoria, i casi clinici affrontati da House non sarebbero altro che fantasie elaborate da Wilson, che immagina una medicina più brillante e avventurosa. Anche la relazione tra House e la dottoressa Cuddy rifletterebbe un desiderio inconfessato di Wilson, che nella realtà non riesce a concretizzare. Il momento più emblematico? Quando House decide di restare accanto a Wilson dopo la diagnosi di cancro, come se non potesse continuare a esistere senza di lui.

A rafforzare l’idea, ci sono diverse zone d’ombra nel passato di Wilson. Dietro la sua apparenza da medico mite e coscienzioso, si nasconde una figura capace di azioni impulsive: ha partecipato a risse, tradito partner, mentito a colleghi e avuto una relazione con la spietata Amber Volakis — una figura che, caratterialmente, assomiglia più a House che a lui. Secondo la teoria, questi episodi indicherebbero la presenza di un lato oscuro che Wilson non accetta, e che prende forma proprio in House.

Naturalmente, l’ipotesi presenta falle evidenti. House ha interazioni e sviluppi narrativi indipendenti da Wilson, e la serie è piena di sorprese reciproche che non avrebbero senso se i due fossero un’unica persona. Ma il vero valore di questa teoria sta nella sua forza metaforica. House e Wilson si completano a vicenda: uno vive senza filtri, l’altro cerca sempre l’equilibrio. L’uno distruttivo, l’altro compassionevole. Immaginarli come due facce della stessa medaglia rende ancora più struggente il loro ultimo viaggio insieme.

E se davvero House fosse solo una parte di Wilson, allora quel finale non è solo un addio tra amici, ma la definitiva riconciliazione con sé stesso. Cosa ne pensate di questa teoria, tanto assurda quanto oscura? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.

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