Capita di rado che un sequel sia superiore al primo capitolo: è il caso di Dragon Trainer 2, successo clamoroso da 500 milioni di dollari. Da aspirante fumettista (a sedici anni disegnava personaggi come Conan il barbaro e subiva già la fascinazione del genere fantasy) a regista e sceneggiatore di una delle saghe d’animazione più amate al mondo, il canadese Dean DeBlois può ritenersi soddisfatto: il primo film, da lui co-scritto e co-diretto insieme a Chris Sanders, gli è valso la seconda nomination all’Oscar (dopo quella per Lilo e Stitch) e adesso sta lavorando al prossimo episodio. Se Dragon Trainer 2 è ambientato cinque anni dopo la fine del precedente, il terzo sarà invece una sorta di mix, stando alle parole del suo autore: «Penso che, nel prossimo, si salterà avanti e indietro nel tempo. Torneremo a quando Hiccup era più piccolo, mostrando le lezioni di vita che lo hanno fatto crescere, e lo faremo vedere anche più adulto. Ma la maggior parte della storia si svolgerà poco dopo la fine del secondo episodio».

L’idea di una trilogia è stata sua: «Mi avevano chiesto di scrivere un sequel e io, invece, ho proposto di farne due». Voce temporanea dei personaggi, che doppia quando l’animazione non è ultimata «per riuscire a capire se la scena funziona o meno», Dean ha l’abitudine, ogni volta che prepara un nuovo film, di portare con sé una videocamera per documentare la lavorazione. «Iniziai quando stavo facendo Lilo e Stitch e da allora non ho più smesso. A volte i filmati sono inutilizzabili, mentre altre riesco a catturare cose più particolari. Una cosa che mi interessa molto è la musica. Non sono un musicista, ma mi piace vedere come artisti e compositori collaborino tra loro. In Dragon Trainer 2, ad esempio, abbiamo Jónsi Birgisson, il cantante dei Sigur Ros, che ha lavorato su un paio di pezzi col compositore. Io li riprendevo a distanza, cercando di essere il più discreto possibile».

Dietro il successo del film ci sono anche il talento e l’intuito indiscusso di Bonnie Arnold, produttrice americana il cui curriculum vanta cult come Toy Story e Tarzan, che lavora alla serie di Dragon Trainer dal 2006. «Alla Dreamworks non c’è uno stile predefinito per fare cinema. Shrek, Madagascar e Le 5 leggende sono leggermente diversi gli uni dagli altri e questo perché Jeffrey Katzenberg rispetta il gusto e le idee dei singoli autori. Il mio compito è aiutare il regista a trasferire sullo schermo le sue idee. In animazione bisogna creare ogni elemento di ogni frame dal nulla e questo può distrarre dal quadro generale. Io devo ricordare al mio team, quando necessario, quali sono la struttura e le intenzioni della storia, così da raggiungere gli obiettivi prefissati».

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