Non se ne parla abbastanza, ma Dune 3 e Avengers: Doomsday saranno un bel problema
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Non se ne parla abbastanza, ma Dune 3 e Avengers: Doomsday saranno un bel problema

Mancano ancora molti mesi prima dell'uscita, ma ci sono già grosse preoccupazioni attorno ai due kolossal

Non se ne parla abbastanza, ma Dune 3 e Avengers: Doomsday saranno un bel problema

Mancano ancora molti mesi prima dell'uscita, ma ci sono già grosse preoccupazioni attorno ai due kolossal

dune 3 e avengers doomsday

Dicembre 2026 si sta già profilando come uno di quei mesi destinati a concentrare su di sé buona parte delle speranze dell’industria cinematografica. Le festività natalizie restano infatti uno degli slot più ambiti dell’anno, il momento in cui famiglie, appassionati e spettatori occasionali affollano le sale con maggiore continuità, garantendo ai grandi studios una finestra preziosa per massimizzare gli incassi. È proprio per questo che l’idea di piazzare nello stesso identico giorno due kolossal attesissimi come Dune: Parth Three e Avengers: Doomsday non appare soltanto curiosa: rischia di trasformarsi in un problema vero, per i distributori, per gli esercenti e perfino per il pubblico.

A mettere a fuoco bene la questione è stata un’analisi di The Hollywood Reporter, che ha evidenziato come il 18 dicembre 2026, data scelta sia da Warner Bros. e Legendary per Dune: Part Three sia da Disney e Marvel per Avengers: Doomsday, stia assumendo i contorni di uno scontro frontale sempre meno teorico. Il nuovo poster di Dune 3, che ribadisce apertamente quella data, ha infatti rafforzato la sensazione che nessuno dei due titoli, almeno per ora, abbia intenzione di spostarsi.

Il punto centrale è semplice: in un momento in cui le sale hanno bisogno disperato di grandi eventi capaci di riportare pubblico al cinema, concentrare due dei film più attesi dell’anno nello stesso giorno rischia di essere una mossa controproducente. Lo abbiamo sentito anche dalle nostre parti nei mesi scorsi, con l’uscita quasi contemporanea di Avatar: Fuoco e cenere e Buen Camino con il fenomeno Checco Zalone, film dei record che ha tolto una fetta consistente di incasso al kolossal  di James Cameron. Un rappresentante di una catena cinematografica, citato da THR, lo ha detto in modo molto diretto: «Qualcuno deve spostarsi». E ancora: «È un livello di sovraccarico che non ha senso. Specialmente dopo gli ultimi anni di difficoltà delle sale. Un film degli Avengers e Dune 3 sono entrambi certezze».

A differenza del caso di Barbie e Oppenheimer, che nel 2023 avevano trasformato la loro contrapposizione in un fenomeno culturale quasi irripetibile, qui il problema è anche di sovrapposizione del pubblico. Dune: Part Two ha attirato soprattutto spettatori uomini, con una forte presenza di over 25, mentre anche Avengers: Endgame aveva una base ampia ma comunque fortemente orientata verso lo stesso bacino. In altre parole, non si tratta di due film complementari, ma di due titoli che rischiano di contendersi gli stessi spettatori nello stesso fine settimana.

C’è poi la questione, cruciale, degli schermi premium. Dune 3 ha già ottenuto tre settimane di esclusiva Imax, un vantaggio enorme per un film costruito anche sul grande spettacolo visivo di Denis Villeneuve e girato in parte proprio con camere Imax. Secondo un altro esercente riportato dal magazine, il fatto che Doomsday debba rinunciare a quel tipo di schermi è quasi incomprensibile: «Che Doomsday non ottenga i PLF è una follia. Sono soldi gratis» riporta la fonte. È vero che resteranno molte sale tradizionali a disposizione e che il periodo natalizio, storicamente, permette la convivenza di più blockbuster. Ma è altrettanto vero che la compressione del mercato finirà per penalizzare soprattutto i titoli più piccoli, che rischiano di essere spazzati via dalla necessità di lasciare spazio ai due giganti.

Il paradosso, insomma, è evidente: Dune 3 e Avengers: Doomsday hanno tutte le caratteristiche per essere due trionfi separati, eppure potrebbero ostacolarsi a vicenda. In un dicembre che dovrebbe celebrare la ricchezza dell’offerta, il rischio è che l’industria si ritrovi con una battaglia spettacolare sulla carta, ma molto meno conveniente nella realtà.

Fonte: THR

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