Sono passati solo pochi giorni dalla tragica scomparsa di Aaron Carter, attore e cantante morto all’età di 34 anni, eppure l’editore Ballast Books ha già annunciato la sua volontà di pubblicare le sue memorie non terminate. Una decisione commentata amaramente dalla sua ex fidanzata, Hillary Duff.
L’attrice e star di Lizzie McGuire ha conosciuto Carter proprio sul set della serie teen, nei primi anni 2000 e tra i due è iniziata una relazione che tra tira e molla è durata all’incirca tre anni. L’affetto a quanto pare però è rimasto, visto il modo in cui Hillary Duff si è scagliata contro la novità annunciata dall’editore.
In una dichiarazione rilasciata a E! News, ha detto: «È molto triste che ad una settimana dalla morte di Aaron, ci sia un editore che sembra spingere con noncuranza un libro per trarre vantaggio da questa tragedia, senza prendersi il tempo o la cura appropriati per verificare la validità del suo lavoro».
Poi ha continuato dicendo: «Annacquare la storia della vita di Aaron con quello che sembra essere solo click-bait non verificato per trarne profitto è disgustoso. Non perdono in alcun modo il far luce su quello che è ovviamente un modo per fare denaro in maniera disinformata, senza cuore».
Il libro in questione si intitolerà Aaron Carter: An Incomplete Story of an Incomplete Life ed è stato scritto da Andy Symonds, autore che ha passato tre anni ad intervistare il cantante e fratello di Nick Carter dei Backstreet Boys. Con rammarico di Hillary Duff, uscirà il 15 novembre.
Contro questa decisione si è scagliato anche il team di Aaron Carter: «Nei pochi giorni dopo la morte del nostro caro amico abbiamo dovuto avere a che fare con l’elaborazione del lutto, ma allo stesso tempo anche con una release non autorizzata e oscenamente irrispettosa […] Questo è il tempo del dolore e della riflessione, non dell’avarizia senza cuore e della ricerca di attenzioni».
L’autore del libro, riportano le fonti, ha commentato queste critiche nella giornata di ieri, 11 novembre 2022. Ha detto: «Aaron Carter mi ha assunto per aiutarlo a raccontare al mondo la sua storia. Quella storia, sebbene tragicamente corta, è piena di cose buone e cattive. La sua vita era lontana dall’essere bella e comprensibilmente certe persone con visibilità non vogliono che alcune storie che Aaron racconta nel libro vengano alla luce».
Tuttavia, ritiene che «questo non le renda meno vere o valevoli come notizie. Aaron aveva il diritto – come tutti – di raccontare la sua storia. Come giornalista, sono onorato che mi abbia scelto per farlo. Oltre ad essere catartico, per lui, Aaron sperava che il libro avrebbe aiutato altri a lottare contro la dipendenza e la malattia mentale».
Foto: Emma McIntyre/Getty Images
Fonte: E! News
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