Tra le produzioni televisive che più hanno tentato di spingersi in territori tutt’altro che convenzionali, è impossibile non citare The Nevers, ambizioso progetto steampunk che, nonostante una premessa affascinante e un notevole potenziale, non ha mai avuto l’opportunità di crescere fino a diventare il grande fenomeno che sembrava destinato a essere.
Poco conosciuta dal grande pubblico, la serie ha avuto infatti una parabola decisamente travagliata. Non ha beneficiato di una promozione particolarmente massiccia e, dopo il debutto, non ha avuto il tempo necessario per sviluppare pienamente il suo universo narrativo durato appena 12 episodi. Questi sono tuttavia stati sufficienti per mettere sul piatto una storia ricca di idee e personaggi affascinanti che avrebbero potuto conquistare in particolar modo i fan degli X-Men. Ma facciamo un passo indietro.
The Nevers ha debuttato su HBO nell’aprile 2021, con Joss Whedon inizialmente coinvolto come creatore e Philippa Goslett successivamente alla guida della serie come showrunner. Ambientata nella Londra vittoriana, la storia è incentrata su un gruppo di persone dotate di misteriose abilità, improvvisamente emerse dopo un evento inspiegabile avvenuto il 3 agosto 1896, quando una strana astronave sorvolò la città. Questi individui vengono chiamati i Toccati e la società – che non comprende i loro poteri – non esita a spingerli rapidamente ai margini.
La loro condizione di persone dotate di capacità straordinarie che devono confrontarsi con paura, pregiudizio e diffidenza da parte di chi le considera diverse, ricorda inevitabilmente quella dei Mutanti della Marvel. Il paragone con gli X-Men, però, si ferma qui. The Nevers costruisce infatti una mitologia tutta sua, sfruttando le capacità dei Toccati per creare conflitti interni e dinamiche tutt’altro che convenzionali che finiscono per sorprendere lo spettatore, senza limitarsi a riproporre formule già viste nel genere supereroistico.
Se il cast della serie risulta particolarmente ispirato e capace di donare personalità a un universo narrativo particolarmente complesso, è soprattutto il suo affascinante worldbuilding a rappresentare uno dei suoi elementi più caratteristici. The Nevers combina fantascienza, fantasy e atmosfere steampunk, dando vita a una Londra vittoriana riconoscibile ma allo stesso tempo completamente diversa da quella della realtà. Costumi, scenografie e influenze britanniche contribuiscono a creare un’identità visiva molto precisa, difficile da confondere con quella di qualsiasi altra produzione HBO.
Tutto questo è poi accompagnato da misteri tutt’altro che banali. The Nevers dedica grande attenzione all’origine dei poteri dei Toccati, alle ragioni che si celano dietro la loro comparsa e alle forze che sembrano muoversi nell’ombra. La presenza di un traditore all’interno del gruppo aggiunge inoltre un ulteriore livello di tensione, premiando gli spettatori più attenti ai dettagli.
Purtroppo The Nevers non ha mai avuto la possibilità di completare il percorso che aveva tracciato. HBO aveva inizialmente ordinato una sola stagione composta da 12 episodi e, dopo la prima metà, la serie venne cancellata prima che la seconda potesse essere distribuita. Gli ultimi sei episodi arrivarono successivamente, permettendo almeno di dare una forma più compiuta alla storia. Un percorso ha inevitabilmente condizionato anche la ricezione della serie presso il pubblico. Alcune delle critiche rivolte al progetto riguardavano il ritmo e la struttura narrativa ma, a onor del vero, molto sono state rivolte ben prima che la serie potesse realmente mostrare dove volesse andare a parare.
Al netto dei suoi difetti The Nevers resta quindi un esperimento televisivo sorprendentemente originale che non esita a mescolare supereroi, fantascienza, mistery e steampunk senza sentire il bisogno di appoggiarsi all’immaginario precedentemente proposto da altri titoli, ponendosi a tutti gli effetti come uno dei progetti più intriganti da riscoprire anche ad anni di distanza.
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Foto: 20th Century Studios / HBO
Fonte: CBR
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