Ci sono tre fratelli, uno è picchiatello e quando è felice urla fuori nevica, quando è disperato urla voglio il purè. Me lo disse nel 1993 Enzo Iacchetti, si trattava di un soggetto lungo poche righe, che lui voleva portare in scena insieme a Paoloantoni e Sarcinelli. Io scrissi la storia, organizzammo la tournee teatrale, ma poi lui fu chiamato a condurre Striscia la Notizia, e Paoloantoni a Mai dire Gol. Allora l’abbiamo fatta noi, debuttando al Piccolo Eliseo di Roma. E fu un grande successo. Oggi, dopo 20 anni, la stessa formazione potete ritrovarla al cinema”. Parola di Vincenzo Salemme, che incontriamo a Milano alla Terrazza Martini insieme all’amico e coprotagonista Nando Paone.

Siamo seduti su bassi divani attorno ad un tavolino di vetro al centro della grande sala, guardando fuori dalla finestra sembra di immergersi tra le guglie del Duomo, ma noi ci tuffiamo in una lunga chiacchierata con gli attori.

Salemme oltre ad aver scritto la commedia, è anche regista e attore. Interpreta Enzo, il fratello menefreghista che manca da casa da 30 anni e dopo la morte della madre torna per intascare l’eredità, pronto a scomparire di nuovo. Ma non è così facile. Ad aspettarlo ci sono gli altri due: Stefano (Carlo Buccirosso) e Cico, il picchiatello (uno straordinario Nando Paone, simpatico di persona quanto nel film). Si darà il via ad una serie di gag comiche e semi-serie, fino all’epilogo, leggermente diverso rispetto alla versione teatrale, perché ci dice Salemmeil teatro regge meglio il dramma, al cinema vogliono uscire più contenti, abbiamo anche inserito la canzone di Paolo Belli Rido, che è beneaugurante”.

Uno dei grandi meriti di E fuori nevica è la capacità di trattare il tema della diversità senza essere irriverenti e offensivi” ci dice Paone ed anche il tema dell’eutanasia, perché ritengo urga una legge a tal proposito, la dignità umana va protetta, ognuno ha diritto di decidere come morire. Poi ci sono gli altri due fratelli che sono i veri disagiati” aggiunge Salemme, “tanto che in un secondo momento ho deciso di inserire la figura di Magareth Madè, la bella alla finestra, per rendere il tutto meno claustrofobico e proprio per dimostrare la superficialità del mio personaggio. Non si guardano, lei non può vederlo, ma lui la vede e non la guarda. Al giorno d’oggi si è persa l’importanza delle relazioni, è cambiato tutto. Tutto va troppo veloce.

È cambiata anche la comicità? Chiediamo. È Salemme a rispondere “La nostra è una comicità di relazione, oggi invece la comicità, da Zelig in poi, è molto più individuale, il comico è chiuso in se stesso, perché si tratta di una comicità di battute e non più di situazione. Poi i temi che fanno ridere sono sempre gli stessi: fame, miseria, corna, morti, puzze. L’importante è essere in armonia con se stessi, è un equilibrio che si ha dentro di sé, nell’anima.

E fuori nevica, esce al cinema il prossimo 16 ottobre, poi entrambi gli attori seguiranno progetti diversi a teatro, ma ce lo preannunciano, stanno pensando di fare qualcosa di nuovo, e di nuovo insieme.

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