È morto Gino Paoli: il maestro della canzone italiana aveva 91 anni
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È morto Gino Paoli: il maestro della canzone italiana aveva 91 anni

Si spegne a 91 anni uno dei più grandi protagonisti della canzone d’autore italiana, simbolo della scuola genovese e autore di brani senza tempo

È morto Gino Paoli: il maestro della canzone italiana aveva 91 anni

Si spegne a 91 anni uno dei più grandi protagonisti della canzone d’autore italiana, simbolo della scuola genovese e autore di brani senza tempo

È morto Gino Paoli, uno dei più grandi protagonisti della musica italiana. Il cantautore si è spento nella notte all’età di 91 anni, lasciando un vuoto profondo nel panorama culturale del nostro Paese. A darne notizia è stata la famiglia, che in una breve nota ha comunicato: «Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari», chiedendo al tempo stesso il massimo rispetto per il dolore privato.

Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della canzone d’autore italiana. Paoli è stato infatti una figura centrale della cosiddetta “scuola genovese”, insieme a nomi come Fabrizio De André, Luigi Tenco e Bruno Lauzi, contribuendo a ridefinire il modo di raccontare emozioni e storie nella musica leggera, portandola verso una dimensione più intima, poetica e consapevole.

Nato a Monfalcone nel 1934 e cresciuto a Genova, Paoli arrivò alla musica dopo esperienze lontane dal mondo dello spettacolo, tra lavori manuali e attività artistiche come la pittura. Fu proprio nella Genova dei locali e dei fermenti culturali tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta che iniziò a emergere come autore, firmando brani destinati a diventare immortali. La gatta, Senza fine e soprattutto Il cielo in una stanza – resa celebre dall’interpretazione di Mina – segnano l’inizio di un percorso che avrebbe cambiato la storia della musica italiana.

Il 1963 rappresenta un anno cruciale, nel quale convivono successo e crisi. Da un lato arriva Sapore di sale, uno dei suoi brani più iconici, arrangiato da Ennio Morricone e impreziosito dal sax di Gato Barbieri, capace di raccontare con leggerezza malinconica un’Italia in trasformazione. Dall’altro, però, Paoli attraversa uno dei momenti più difficili della sua vita, culminato nel tentato suicidio, evento che segnerà profondamente la sua esistenza e la sua sensibilità artistica.

La sua carriera si sviluppa attraverso decenni di cambiamenti, pause e ritorni. Dopo una fase più defilata, negli anni Ottanta e Novanta vive una seconda giovinezza artistica, grazie a canzoni come Una lunga storia d’amore e Quattro amici, che conquistano nuove generazioni e lo riportano al centro della scena musicale.

Accanto alla musica, Paoli si impegna anche in politica, venendo eletto deputato nel 1987, e negli ultimi anni si dedica con crescente interesse al jazz, esibendosi spesso in contesti più intimi e collaborando stabilmente con il pianista Danilo Rea.

La sua vita, tuttavia, è stata attraversata anche da ferite profonde, che hanno contribuito a rendere la sua scrittura ancora più intensa e autentica. Dall’amicizia spezzata con Luigi Tenco alla perdita del figlio Giovanni, eventi che hanno lasciato un segno indelebile nel suo percorso umano e artistico.

Gino Paoli è stato molto più di un cantautore: è stato un interprete lucido e disincantato dell’animo umano, capace di raccontare l’amore, il tempo e la fragilità con una sensibilità unica. Le sue canzoni restano oggi un patrimonio culturale condiviso, capace di attraversare generazioni e continuare a parlare al presente.

Foto: Stefania D’Alessandro/Getty Images

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